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Alta tensione

Immigrazione, i profughi sfondano in Croazia: scontri al confine con la polizia

Immigrazione, i profughi sfondano in Croazia: scontri al confine con la polizia

Il flusso dei migranti che risale i Balcani per arrivare in Europa centrale cambia direzione. Ultimato il muro voluto da Vicktor Orban al confine tra Ungheria e Serbia e ripristinati i controlli alla frontiera slovena, i disperati aggirano l'ostacolo passando attraverso la Croazia. Già in 6500 vi sono entrati. La Slovenia ha ripristinato i controlli alle frontiere e la  Bulgaria  sta schierando l'esercito al confine con la Turchia.

La Croazia - I migranti stanno deviando per la Croazia. Zagabria in un primo momento si era detta disponibile ad accogliere e aiutare i profughi, precisando che il paese ha limiti strutturali. Ma l'enorme afflusso ha messo in crisi il paese che ha fatto dietro front. La Croazia ha deciso di assicurare corridoi per trasportare i migranti dalla città di confine di Tovarnik ai centri di accoglienza vicino Zagabria. Il ministro dell'Interno Ranko Ostojic ha spiegato che ai rifugiati non sarà consentito di proseguire verso la Slovenia. "Chi non farà richiesta di asilo sarà considerato illegale", ha spiegato. "La Croazia non è in grado di accogliere altri migranti, oltre ai 6.500 già arrivati, in appena 24 ore". I profughi entrano nel paese con bus, taxi e treni e si hanno notizie di scontri con la polizia croata, alla stazione ferroviaria di Tovarnik.

Le tensioni - Nel frattempo al posto di frontiera di Horgos tra Serbia e Ungheria anche stanotte ci sono stati scontri e la polizia ha usato gas lacrimogeni. Un doppio cordone di agenti protegge il muro che è stato rinforzato con altro filo spinato, ma la tensione resta alta. L'uso di gas e idranti da parte della polizia ungherese è stata definita inaccettabile dal Segretario generale dell'Onu Ban Ki- moon.

La risposta dell'Ue - Il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza (370 sì, 134 no, 52 astenuti) la proposta della Commissione per il ricollocamento urgente di 120 mila rifugiati da Italia, GreciaUngheria. "I muri sono soluzioni temporanee, e in più dirottano i flussi e accrescono la tensione. Lavoreremo collettivamente per proteggere i confini Ue", ha dichiarato il commissario Ue Dimitris Avramopoulos in una conferenza stampa da Budapest con i ministri dell’Interno e degli Esteri ungheresi, Sandor Pinter e Peter Szijjarto.

La Germania - In Germania, nel frattempo, si è dimesso il presidente del Bundesamt per le migrazioni Manfred Schmidt adducendo «ragioni personali». Il suo ufficio è stato criticato per non aver saputo reagire velocemente all'emergenza profughi. Anche il ministro De Maiziere è stato coinvolto dalle polemiche. Mentre la cancelliera Angela Merkel, inaugurando il Salone dell'Auto di Francoforte, ha dichiarato: "Le condizioni della Germania sono positive e questo ci permette di far fronte alle nuove sfide. I costruttori di auto diano opportunità di lavoro ai rifugiati".

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Commenti all'articolo

  • apostrofo

    17 Settembre 2015 - 20:08

    I governanti responsabili , ma anche il Papa, dovrebbero fare proclami per i paesi di origine dei migranti,non perseguitati politici, a starsene a casa e non affrontare pericoli seri. Anche perché se non hanno diritto all'asilo vengono rispediti a casa. Ciò anziché insistere sulla popolazione europea, che che ha dichiarato di non poterli/volerli accogliere, creando illusioni tensioni e scontri.

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  • apostrofo

    17 Settembre 2015 - 19:07

    La Merkel non può continuare a dire si e no continuamente. Il caos si è creato dopo il suo invito "urbi et orbi" ad andare in Germania. Tutti i canali TV trasmettono queste scene. Ha messo in castigo i balcani , l'Ungheria poi Croazia e forse Slovenia. Qualcuno tenterà anche l'Italia e spero che il "nostro" ostinato buonismo non apra le porte a tutti anche ad est. Attenzione !

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