Cerca

Germanopoli

Caso Volkswagen: tutte le fregature che ci hanno rifilato i tedeschi

Il mito della perfezione industriale tedesca si è infranto su un motore a gasolio: un brevetto depositato il 23 febbraio 1892 a Berlino dal signor Rudolf Diesel. Per noi italiani sarebbe come dire che la pizza margherita l’hanno inventata gli svizzeri. Il governo di Washington ha accusato i vertici della Volkswagen di essere degli imbroglioni.

Neanche fossero tanti Totò quando voleva vendere il Colosseo (sempre agli sprovveduti americani). Ma che vergogna per i tedeschi che si considerano i più grandi motoristi del mondo (e che godimento per noi la Mercedes di Hamilton che si spegne a Singapore e quella di Rosberg arrosto a Monza). L’agenzia Usa per la protezione ambientale ha stabilito che Golf e Audi emettono una quantià di biossido di carbonio eccessivo.

E fin qui, tutto sommato, si poteva anche transigere: vedi mai che sulle 500 mila auto ritirate c’erano gli iniettori un po’ sporchi. Ma poi si scopre che il problema era in fabbrica e il costruttore non avendo saputo ( o voluto) abbattere le emissioni aveva aggirato il problema montando un software con il compito di depistare i controlli. Un trucco che suscita indignazione anche nei quartieri spagnoli di Napoli o ai mandamenti di Palermo. Ora Vw rischia una sanzione da 18 miliardi.

In questo complicato 2015 il mito dell’onestà e del senso di responsabilità sembra essere stato dimenticato dai tedeschi nei saggi di Max Weber. Perchè a luglio è stato annunciato il ribaltone alla Deutsche Bank, orgoglio della finanza di Francoforte. Entrambi gli amministratori delegati Anshu Jain e Juergen Fitschen sono stati licenziati. Il primo in tronco, il secondo dopo l'assemblea del prossimo maggio. In sostituzione John Cryan. Un manager inglese alla testa della prima banca tedesca che ha in pancia 54.700 miliardi di euro di derivati e se succede qualcosa la finanza mondiale diventa cenere. Le dimissioni arrivano dopo gli scandali costati due maxi multe (una di 2,51 miliardi di dollari in Usa e di una di 344 milioni di dollari a Londra) per presunte manipolazioni dei tassi interbancari, in particolare del Libor.

Per non parlare del coinvolgimento in una vicenda di denaro sporco da parte di alcuni clienti russi. E vogliamo raccontare dei capitani felloni? Noi abbiamo Francesco Schettino. Loro Andres Lubitz che ha ammazzato 150 passeggeri nonostante fosse noto che non poteva più fare il pilota d’aerei. Da noi si sarebbe subito aperto il processo ai responsabili della negligenza. Non risultano, invece, dimissioni in Lufthansa da cui Germanwings dipendeva.

di Nino Sunseri

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Capfer

    23 Settembre 2015 - 16:04

    Credo che Totò volesse vendere la fontana di Trevi, non il Colosseo

    Report

    Rispondi

  • maurobell

    22 Settembre 2015 - 21:09

    Non è' una novità ,sappiamo tutti cosa sono stati i germanici nel ventesimo secolo!

    Report

    Rispondi

    • fofetto

      23 Settembre 2015 - 10:10

      Prima si accontentavano di mandare in rovina un continente, ora il pianeta!

      Report

      Rispondi

  • lallo11

    22 Settembre 2015 - 19:07

    siamo sicuri che Lubitz sia mai esistito?

    Report

    Rispondi

blog