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Compagno Bergoglio

Mario Giordano, Il Papa non è comunista: "Solo sinistrino"

Mario Giordano, Il Papa non è comunista:

"Scusi Papa, lei è comunista?", "No, se volete posso recitare il Credo". Dite la verità: se questo dialogo non l' aveste ascoltato con le vostre orecchie non ci avreste creduto. Invece è successo davvero. È andata proprio così. E per fortuna i giornalisti a bordo dell' aereo papale non hanno invitato Francesco a procedere con la recita della preghiera.

Altrimenti avremmo potuto avere qualche altra sorpresa: «Credo in Guevara onnipotente, creatore del cielo e della revolucion…». Esagerato? Ma no: in fondo i giornali, nel riferire dell' incontro fra il Pontefice e Fidel Castro, avevano parlato di «abbraccio delle due rivoluzioni», avevano detto che «una rivoluzione lascia il posto ad un' altra» come in un ideale «passaggio di consegne». E avevano definito il Papa argentino come un «Che disarmato». Quasi che il cristianesimo potesse ormai considerarsi un' appendice del castrismo. E come se l' unica differenza fra Francesco e Guevara fosse nell' assenza del mitra dalle sue mani.

Dunque non osiamo immaginare i prossimi viaggi aerei. E i prossimi colloqui con i giornalisti. Scusi Papa, lei è comunista? No, non ho mica ordinato di sostituire Amen con Hasta la victoria siempre. E non ho nemmeno adottato come catechismo il libretto rosso di Mao. Se volete posse recitare anche l' Ave Maria, conosco il Gloria al Padre un po' meglio del Gloria a Marx, non sarei nemmeno d' accordo con la canonizzazione di Togliatti e la sostituzione della via Crucis con la Lunga Marcia. E allora che volete? È tutto frutto di una cattiva interpretazione. L' altro giorno, per dire, quanto ho celebrato messa lì, fra il crocifisso e Che Guevara, non ho mica fatto confusione fra i due. E anche con Fidel Castro è stato un bel colloquio, abbiamo parlato dei gesuiti e dell' ecologia. Lui si è pentito? No, però neanch' io sono diventato Lider Maximo. Quindi se non altro siamo pari.

Scusi Papa, lei è comunista? Ma no, insomma: basta con queste insinuazioni. E poi il comunismo che cos' è? L' avete visto? Fidel Castro aveva la tuta sponsorizzata dall' Adidas. Ecco, forse si è convertito: al capitalismo. Per non essere da meno io mi sono fatto sponsorizzare dalla Fiat. Poi dite che Castro non ha nulla da insegnare… Avete visto quant' era bella la Fiat 500 L con cui sono andato in giro negli Stati Uniti? Me l' ha mandata Marchionne. Non è bellissimo andare in 500 L? Faccio finta di essere umile e insieme faccio un spot alla grande industria. Così lo capiscono tutti che non sono comunista.

Che poi, scusate, questa storia del comunismo è francamente esagerata. Al massimo ho dato un' impressione «un po' sinistrina» (testuale, lo giuro, sull' aereo ha detto proprio così: «un po' sinistrina»). Ma è solo un' impressione sbagliata, per dimostrarvelo se volete vi recito il Credo: credo in Obama onnipotente, creatore del cielo e dei radical chic.

Qui negli Stati Uniti in effetti mi hanno accolto come una rockstar: bandierine. T-shirt, borse e zainetti con il mio logo, lo slogan «Love in our mission tour 2015». C' era anche l' hastag: #PopeinDc. Non è meraviglioso? Se volete vi recito il Credo: credo in Twitter onnipotente, figlio unigenito dell' account… Scusi Papa, lei è comunista? No, ve l' ho già detto: al massimo «sinistrino». Fra l' altro negli Stati Uniti, lo sapete, sono degli esperti nei software per limitare le emissioni: hanno bloccato le Volkswagen, avrebbero bloccato anche il mio castrismo. Così, nel discorso alla Casa Bianca, mi sono limitato a citare Martin Luther King, che è ecocompatibile e fa molto chic, soprattutto con Obama e Michelle lì davanti, e poi non impegna. È stata un bella idea, no? Martin Luther King si porta con tutto, non è come Che Guevara che è ingombrante, così ingombrante da dominare piazza della Rivolucion mentre dicevo Messa.

E poi, già che c' ero, sempre per essere radical chic, alla Casa Bianca sono tornato a parlare di profughi. In questi giorni è l' argomento più trendy che ci sia, quasi trendy come la Fiat L 500 e Twitter. Però adesso non dite che sono noioso e che dico sempre le stesse cose. È vero: ne avevo parlato a Roma prima di partire. E ne ho parlato oggi, appena arrivato negli Stati Uniti. Ma all' Avana, per dire, ecco: lì mi sono trattenuto. Nemmeno una parola sui migranti. Nemmeno una parola su quelli costretti a scappare da Cuba per via del terrore comunista o della fame castrista. Che dite? Che c' erano anche dei dissidenti che volevano incontrarmi?

Mi spiace ma non era previsto, non ho ricevuto nessuno e c' era anche un Capo dello Stato che lo chiedeva (testuale, ha detto proprio così: "non era previsto, non ho ricevuto nessuno e c' era anche un Capo dello Stato che lo chiedeva"). E allora perché continuate a domandarmi se sono comunista? Hanno pure detto che sono l' Antipapa perché porto le scarpe rosse. Che sciocchezza. Se volete vi canto il nuovo canto liturgico, l' ho appena composto: fischia il vento, infuria la bufera, scarpe rosse eppure bisogna andar. Osanna nell' alto del ciel. Anzi del Che.

di Mario Giordano

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Commenti all'articolo

  • antonimo

    05 Ottobre 2015 - 12:12

    Il "comunismo", anche se si chiama Pd, continua ad essere ciò che è sempre stato fin dalle origini, uno strumento delle lobby della finanza sionista per scardinare le Nazioni europee, monarchie cattoliche "in primis". La Chiesa ha resistito per secoli, ora Bergoglio fà gli stessi discorsi delle lobby neo-con di Wall-street che sono espressione del comunismo trozkista trapiantato in Usa.

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  • rustichin

    04 Ottobre 2015 - 21:09

    Siamo alla frutta...

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  • filipcotta

    filipcotta

    01 Ottobre 2015 - 17:05

    Toh!, ora anche Giordano comincia a starmi sui coglioni, sarà meglio che io non frequenti più i siti che puzzano di fogna come questi...

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    • vecchiojonathan

      05 Ottobre 2015 - 20:08

      perfettamente d'accordo Bravo Mi ha meravigliato anche me Giordano. Abbiamo già Socci se adesso si mette alla ruota anche >Giordano mi chiedo ma perchè. Chi ci sta dietro a questi due?

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  • DanieleBrtl

    01 Ottobre 2015 - 10:10

    La religione cristiana parla di valori universali. E' logico che il Papa si esprima in tal modo. Sono i politici cristiani a dovere tradurre i valori universali in leggi concrete. Sono capaci di fare ciò? A me sembra che spesso si vada solo al muro contro muro.

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