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Il nucleare russo compie 70 anni, è la nuova frontiera di Mosca

Il nucleare russo compie 70 anni, è la nuova frontiera di Mosca

Sono passati molti anni da quando Vjaceslav Molotov firmò un documento dove chiedeva 50 paia di stivali di gomma e 300 assi di legno per esigenze nucleari. Erano i primi, difficoltosi passi vero quello che sarebbe diventato il grande punto di forza della Russia. Oggi il nucleare è per Mosca un settore in cui investire soldi e tempo, l'unico forse di un'economia in crisi.

L'anniversario - La tematica del nucleare in Russia è tornata quanto mai attuale ora che ricorre il settantesimo anniversario dall'inizio delle ricerche in questo campo. Sergei Kiriyenko, amministratore delegato di Rosatom, il colosso statale dell'energia atomica, per l'occasione ha esposto al presidente Vladimir Putin tutti i successi raggiunti. Dai 10 miliardi di kwh di elettricità prodotti in più rispetto all'anno passato, alla costruzione di nuovi impianti, fino all'attivazione della nuova centrale Rosatom che vanta "il più grande portafoglio di ordini nel settore, con clienti da tutto il mondo". 

Smacco agli Usa - Ma la novità più importante è quella che riguarda la continua sfida con gli Usa. La Russia in questo momento è avvantaggiata rispetto all'avversario americano perché ha avviato il reattore BN-800 nella centrale di Beloyarsk. Un primato storico quello del reattore russo, perché realizzato con uranio e plutonio prodotti direttamente nella centrale. Anche gli americani ci avevano provato, ma il Congresso di recente ha annunciato uno "stop" ai lavori perché non si è ottenuto il risultato sperato e si è speso troppo. E intanto la Russia avanza in quello che rimane forse l'unico caposaldo della sua fragile economia.

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