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Ucraina

Chernobyl , ritornano gli animali. Più di 10 specie ripopolano il territorio

Chernobyl , ritornano gli animali. Più di 10 specie ripopolano il territorio

Alci, cinghiali, cervi, caprioli e anche lupi. E poi volpi, lepri e scoiattoli. Una riserva naturale? No, Chernobyl, il luogo dove si è consumato, nel 1986, il più grande disastro nucleare della storia. Nella cittadina ucraina, quando scoppiò il reattore della centrale, tutto cambiò. La zona è rimasta per anni isolata diventando una città fantasma. Ma qualcosa ora è cambiato. Come spiega l'esperto inglese di scienze ambientali Jim Smith: "Quando gli uomini vanno via, la natura fiorisce, anche nello scenario del peggior disastro nucleare del mondo". E così, a Chernobyl sono tornati gli animali, 12 specie per l'esattezza. 

Come sopravvivono - Gli animali si trovano nella zona di esclusione, quella dove si concentrano ancora le maggiori quantità di radiazioni nel suolo. A censire tutti gli esemplari che hanno ripopolato la zona in assenza dell'uomo, è stato il giornale Current Bilogy che ha dedicato un attento studio alla questione. In realtà, l'analisi si limita ad annotare quanti e quali animali siano presenti e non le loro condizioni fisiche. Quello che si sa per certo però,  è che gli elevati livelli di radiazioni causano il cancro nell'uomo, ma negli animali "resta comunque possibile riprodursi e crescere in questo ambiente", come spiega a Repubblica Francesco Bochicchio, direttore del reparto radioattività dell'Istituto Superiore di Sanità. Inoltre, per raggiungere i tempi di una totale compromissione dell'organismo per via delle radiazioni, ci vogliono 8 anni. Lo stesso tempo, all'incirca, in cui si esaurisce un ciclo di vita animale. Ed ecco perché Jim Smith sostiene che "è molto probabile che i numeri della natura a Chernobyl siano addirittura migliori rispetto a prima dell'incidente", proprio perché gli animali vivono, si riproducono e muoiono senza l'interferenza umana, in un lasso di tempo che non li espone a grandi rischi. 

Non solo benefici - Ma non tutto a Chernobyl suona come una storia di rinascita. L'anno scorso si è scoperto che i danni causati dalle radiazioni al micro bioma delle foglie le fa seccare prima e il rischio di incendio è raddoppiato. Così come gli uccelli dal piumaggio chiaro hanno subito alcune mutazioni e hanno faticato a sopravvivere. Non in ultimo, bisogna ricordare che, con il ritorno della vita animale, è tornata anche la caccia dei bracconieri. Sono pochi e molto coraggiosi, ma arrivano nella zona di esclusione armati di fucili per abbattere la nuova fauna di Chernobyl. L'uomo è tornato.

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Commenti all'articolo

  • Gios78

    08 Ottobre 2015 - 22:10

    Quella nella foto non è savana. Ci sono cavalli selvatici,niente gnu e ghepardi e si intravede addirittura un fabbricato.

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  • Vittori0

    08 Ottobre 2015 - 21:09

    ...il principio di Lavoiser si basa sulla conservazione della massa.. ma è stato EINSTEIN a definire il concetto della relatività..

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  • lopri

    08 Ottobre 2015 - 18:06

    Mettere una foto della Savana con Gnu e Ghepardo puo' forse significare un archivio fotografico scarso? Mah!

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  • Vittori0

    08 Ottobre 2015 - 16:04

    ..è esattamente la verifica della TEORIA DELLA RELATIVITA....nulla si crea...nulla si distrugge ...tutto si trasforma..(EINSTEIN)

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    • gino aprile

      08 Ottobre 2015 - 18:06

      Il principio è di Lavoiser, no di Einsten

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