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Bacchettata di Washington

Gli Stati Uniti contro la Germania: violate sanzioni imposte alla Russia

Gli Stati Uniti contro la Germania: violate sanzioni imposte alla Russia

Deutsche Bank è finita nuovamente nel mirino degli sceriffi americani. Secondo le nuove evidenze che arrivano da Washington il colosso tedesco è responsabile di riciclaggio con la Russia.

Attraverso operazioni di triangolazione avrebbe aggirato le sanzioni imposte da Stati Uniti e l' Europa dopo la crisi in Ucraina. A rivelare lo scandalo è il Financial Times. Secondo la ricostruzione alcuni clienti russi avrebbero acquistato titoli in rubli tramite la filiale di Mosca della Deutsche Bank per poi rivenderli incassando sei miliardi di dollari a Londra. Le autorità Usa hanno assunto la giurisidizione per due ragioni: l' utilizzo di dollari e il coinvolgimento di Tim Wiswell, cittadino americano già a capo dell' ufficio titoli della filiale della Deutsche in Russia.

Fra i beneficiari figurano i fratelli Arkady e Boris Rotenberg, stretti collaboratori di Putin. Arkady, il più giovane, è compagno di judo di lunga data del presidente russo. Le sanzioni americane imposte ad enti e individui russi rendono difficile per i cittadini statunitensi fare affari con loro, in particolare se le operazioni implicano lo scambio di dollari. Le agenzie Usa vogliono anche capire se il colosso tedesco ha aiutato le sue controparti a spostare fondi fuori dalla Russia.

Per Deutsche Bank si tratta di una nuova sberla che arriva dagli Stati Uniti dopo la multa da 2,5 miliardi per aver manipolato i tassi di riferimento di Londra (libor).

Complessivamente, dal 2011 a oggi, i risarcimenti ammontano a 7,8 miliardi. Non a caso la banca ha cambiato di nuovo i vertici e il manager indiano Anshu Jain che nel 2012 aveva sostituito il tedesco Josef Ackermann, è stato rimpiazzato dal britannico John Cryan. Ha ricevuto il mandato di fare pulizia nei bilanci e avviare un piano rigoroso di tagli.

Si parla di licenziare 23 mila dipendenti, un quinto del totale, e chiudere sportelli in tutto il mondo. Ma la domanda vera, di fronte al nuovo assalto delle autorità Usa a un caposaldo dell' economia tedesca è un' altra: Stati Uniti e Germania sono ancora amici? Il caso Volkswagen ha aperto un solco profondo. Adesso Deutsche Bank.

Che cosa è successo? Come mai dagli Stati Uniti è partita un' altra "missione di pace" come quella che settant' anni fa aveva condotto allo sbarco in Normandia? Stavolta, però, non ci sono cannonate ma leggi e regolamenti che stanno mettendo in difficoltà l' economia tedesca. Che qualcosa non andasse più per il verso giusto si era capito da tempo. Gli americani chiedono che la Germania la smetta con la politica del rigore e si metta finalmente a spendere per sostenere l' economia europea e mondiale. Ogni riunione del G7 e del G20 da sette anni, si conclude con un comunicato che invita Berlino a una politica espansiva. Alla cancelleria hanno sempre fatto spallucce. La crisi in Crimea ha cambiato le carte.

Gli Stati Uniti sono tornati a classificare la Russia come nemico entrando in conflitto con gli interessi tedeschi.
Angela Merkel ha dovuto accettare la logica delle sanzioni ma certo non ha gioito. La Germania ha perso un grande mercato e, da quanto si capisce, le sue aziende cercano in tutti i modi di aggirare i divieti. Gli americani hanno alzato il livello del sospetto.
Temono che la nuova Germania possa diventare un portagonista del dialogo con Russia e Cina. Così in omaggio al principio che bisogna sempre diffidare, soprattutto degli amici, da Washington sembra partita una nuova offensiva diretta alla cancelleria di Berlino. Una storia che abbiamo già visto un paio di volte nell' ultimo secolo e nessuno la rimpiange..

Messaggi politici Dopo l' offensiva su Volkswagen, il dipartimento di Giustizia apre un fascicolo per violazione delle sanzioni verso Mosca. «La banca ha spostato dollari degli oligarchi»Un altro sbarco in Normandia Gli Usa contro Deutsche Bank.

di Nino Sunseri

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