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E' morta la ragazza italiana ustionata nel rogo della discoteca in Romania

E' morta la ragazza italiana ustionata nel rogo della discoteca in Romania

Non ce l'ha fatta Tullia Ciotola, la  studentessa italiana ustionata nel rogo nella discoteca di Bucarest avvenuto la scorsa settimana. Tullia, 27 anni, originaria di Napoli, era in Romania per un corso del programma Erasmus. Il decesso della ragazza è avvenuto durante il trasporto all'ospedale di Rotterdam, in Olanda, dove era stato predisposto il trasferimento di otto gravi ustionati.

Due di essi sono morti prima dell'arrivo a Rotterdam, ha spiegato il sottosegretario alla sanità romeno Raed Arafat, secondo il quale il bilancio dell'incendio alla discoteca è salito a 39 vittime.  Il rogo si è sviluppato la sera di venerdì 30 ottobre nella discoteca "Club Colectiv", dove 200 ragazzi stavano assistendo al concerto della rock band heavy metal "Goodbye to Gravity", che doveva presentare il suo nuovo album Mantras of War, accompagnato da uno spettacolo pirotecnico.

Sembra che gli stessi fuochi pirotecnici siano stati la causa dell'incendio. La discoteca non rispettava le norme di sicurezza. Il rogo ha provocato una grossa polemica in Romania: migliaia di persone sono scese in strada contro il governo. Il primo ministro Victor Ponta si è poi dimesso il 4 novembre. Il popolo della Romania attribuisce la responsabilità dell'incidente in discoteca alla corruzione diffusa che ha consentito che un posto privo delle necessarie condizioni di sicurezza potesse funzionare indisturbato. 

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Commenti all'articolo

  • bilauri

    07 Novembre 2015 - 21:09

    La Romania è ancora lontana dagli standard europei. Chi la visitata ha potuto constatare il livelli di vita la corruzione che imperversa in ogni settore e tutto questo alla luce del sole. Provate ad andare in un ospedale....anche per le minime cose si deve la mancia...europei se non puoi sei spacciato. La comunità europea che continua a dare soldi dovrebbe controllare meticolosamente dove finiscono europei non permettere che i soliti che hanno il potere possano arricchirsi sulla pelle dei poveri cittadini

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