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Mentalità jihadista

Attentati a Parigi, la strategia dei terroristi per aumentare il panico si chiama "ghazi"

Attentati a Parigi, la strategia dei terroristi per aumentare il panico si chiama

L'assalto nel cuore della capitale francese si ispira alla strategia del "ghazi". Il guerrigliero che attacca le fila del campo nemico riporta alla memoria l'attacco di Charlie Hebdo il 7 gennaio scorso e segue le stesse folli operazioni terroristiche adottate dai quaesisti a Mumbai in India, a Lahore in Pakistan, al teatro Dubrovka di Mosca e adesso anche a Parigi. Come riporta il sito del Corriere della Sera nell'articolo di Guido Olimpo, sono nuclei di uomini armati che colpiscono persone inermi e prendono più ostaggi possibili per aumentare il senso di terrore e insicurezza. Una tattica usata per molto tempo da Osama Bin Laden e imitato dallo Stato Islamico e da tutte le fazioni attive in Medio Oriente. E adesso i nuovi jihadisti la stanno riadattando per poter colpire le grandi città europee. Dai due attentati terroristici in Danimarca, dalla strage alla redazione parigina di Charlie Hebdo fino alla furiosa sparatoria in Belgio, seguono tutti lo stesso iter della paura. Sono dei "professionisti della violenza" che si sono forgiati tra i conflitti sanguinosi dell'Afghanistan, della Siria e dell'Iraq e che poi hanno voluto testare la loro crudeltà scegliendo accuratamente gli obiettivi più affollati, adatti e facili da colpire come gli stadi, i teatri e i locali pubblici. Coordinandosi e muovendosi all'unisono, dopo mesi di minacce e incitamenti all'azione terroristica lanciati dai portavoce in persona dell'Isis e dai vertici di Al Qaeda, hanno agito usando kalashnikov e ordigni esplosivi in più punti diversi. Così i "jihadisti fai-da-te", i lupi solitari, agiscono seminando morte e panico e trasformando in questo caso la città di Parigi in un campo di battaglia simile alla più devastante guerra.

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    18 Dicembre 2015 - 17:05

    Ammazzateli fino a che siete in tempo.

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