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La strage del Bataclan

Sparavano ai disabili. La follia dei kamikaze: parla un testimone

Sparavano ai disabili. La follia dei kamikaze: parla un testimone

Come in tante altre tragedie, anche nel caso di Parigi i social network hanno avuto un ruolo importante. Per dar informazioni, avvertire su situazioni di pericolo o avvisare parenti e amici di essere al sicuro. E soprattutto trovare i dispersi. Così da venerdì notte, in molti hanno postato le foto dei loro cari. Immagini per lo più di giovani e giovanissimi, tutti sorridenti. Un gesto fatto nel tentativo di ridurre l' attesa. Con la speranza di riuscire a trovarli con più facilità. Ma col passare delle ore, i sorrisi di quei volti sembrano venir spenti dalla furia cieca dei proiettili sparati dai kamikaze.

Assassini giovani, come molte delle vittime.C'è il cameriere di uno dei due caffè vicino allo Stade de France. «Mi aveva appena dato un panino. Ero di fronte al terrorista che si è fatto esplodere e il cameriere è stato spazzato via», racconta tra le lacrime un coordinatore dell' agenzia di hostess dello stadio, sopravvissuto all' attacco. Ci sono poi le due sorelle tunisine, Halima e Houda Saadi, di 34 e 35 anni, entrambe decedute. Originarie di Menzel Bourguib, erano a Parigi per festeggiare il compleanno di un' amica, scrive il sito della radio tunisina Mosaique Fm. È la volta di Helen Wilson, 49 anni originaria di New Orleans ma trasferitasi da anni a Parigi, che parla da un letto d' ospedale. È una delle sopravvissute del Bataclan: colpita alle gambe ora si farà qualche settimana in ospedale, poi un periodo di riposo e, lentamente tutto tornerà alla normalità.

Così non sarà, invece, per Nick Alexander, 36 anni di Londra, ucciso davanti ai suoi occhi. «Eravamo tutti e due per terra nella sala concerti» racconta all' inglese The Telegraph, «per tenerlo in vita ho tentato di tutto. Gli ho persino fatto la respirazione bocca a bocca. Non è bastato. Nik è morto accanto a me». Oltre alla morte del ragazzo ciò che Helen ricorda di quella maledetta sera è raccapricciante. «La band aveva appena iniziato a suonare, erano le 21.45» ricorda, «quando hanno iniziato a sparare. Erano 5 o 6, avevano mitragliatrici e fucili. La gente non capiva cosa accadeva: non sapevano che era l' inizio dell' esecuzione. Dopo aver fatto fuoco ovunque, i terroristi si sono diretti verso l' area dei disabili. Delle persone in sedia a rotelle. E hanno iniziato a mitragliare tutti. Senza lasciargli scampo».

«Un retweet per ritrovare Mathias e Marie», si legge su Twitter sotto la foto di una giovanissima coppia che si bacia. Poco dopo, sotto la stessa foto ma stavolta in bianco e nero, un altro utente: «La ricerca è finita: Mathias e Marie ci hanno lasciati».

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Commenti all'articolo

  • routier

    15 Novembre 2015 - 20:08

    Sparare ad un disabile indifeso e in carrozzella ? Un vero atto eroico ! Degno del più imbecille ed indegno degli uomini.

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  • maurobell

    15 Novembre 2015 - 20:08

    Ho la sensazione che la polizia belga e francese dorma.poi direi che i politici europei,partendo da Holland,dovrebbero dire non soltanto vive la republique,vive la France,ma anche vive l'Europe.

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  • BLACKMAGIC

    15 Novembre 2015 - 15:03

    In Libia sarebbe stato meglio lasciare il rais Muhammar Gheddafi al potere. "Il regime libico era autoritario, ma laico, riusciva a tenere insieme le diverse minoranze e a controllare i flussi migratori. La geopolitica è la scelta del meno peggio. Gheddafi era meno peggio dei fondamentalisti islamici". Dobbiamo ringraziare il francese sarkozy e company, per tutti i morti di parigi.

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  • Ben Frank

    Ben Frank

    15 Novembre 2015 - 14:02

    Rivolta subito! Che Salvini chiami gli Stacchio di tutta Italia con i loro fucili sulle piazze, spingiamo i clandestini islamici sulle coste e che tornino a casa loro a nuoto o fuoco alzo zero! Le forze dell'ordine si schierino con il popolo, o vengano disarmate e mandate a casa a pedate nel sedere, istituzione di una Guardia Nazionale su base regionale, altro proteggere i politici filoislamici!

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    • routier

      15 Novembre 2015 - 21:09

      Caro Ben Frank, purtroppo queste (giuste) speranze si scontrano con la realizzazione dell' EUROGENDFOR la super polizia europea al servizio della U.E. che praticamente ha poteri illimitati e gode di totale immunità. Ratificata a Roma il 10 Maggio 2010 (tra il colpevole silenzio dei media) con la maggioranza quasi assoluta dei parlamentari. (ma gli schiavi italioti continuano a votarli)

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