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Caccia all'uomo

Parigi, la foto del Bataclan dopo la strage. Tre terroristi sono fratelli, uno forse è in fuga

Parigi, la foto del Bataclan dopo la strage. Tre terroristi sono fratelli, uno forse è in fuga

Quella che vedete è l'impressionante foto, censurata, della sala del Bataclan di Parigi dopo l'eccidio dei terroristi islamici avvenuto venerdì sera, durante il concerto rock degli Eagles of Death Metal. Corpi crivellati dai colpi dei kalashnikov e scie di sangue, una scena da vera e propria carneficina. Nel frattempo sale a 132 morti il bilancio delle vittime complessive degli attentati: 3 feriti infatti sono deceduti in ospedale. Lo riporta il quotidiano Le Figaro, citando fonti ospedaliere. Altre 42 persone sono ancora in rianimazione.

I tre fratelli - Tra gli attentatori di Parigi vi sono tre fratelli e uno di loro potrebbe essere in fuga. Lo ha riferito una fonte delle indagini. Uno dei tre è morto negli attacchi, un altro è detenuto in Belgio dopo essere stato arrestato a Molenbeek-Saint Jean, ma non è chiaro se vi abbia partecipato. Il terzo, invece, ha preso parte agli attentati ed è rimasto ucciso oppure è in fuga, ha spiegato la fonte.

Le auto dei terroristi - Secondo Le Monde, due dei tre fratelli francesi compaiono sui contratti di noleggio dei due veicoli immatricolati in Belgio e utilizzati durante gli attacchi, una Volkswagen Polo trovata davanti al Bataclan e una Seat Leon ritrovata a Montreuil con tre kalashnikov, cinque caricatori pieni e 11 vuoti a bordo. La caccia all'uomo è aperta in tutta Europa, ma le indagini per il momento puntano tutto sulla pista franco-belga. 

Il kamikaze del Bataclan - L'identità dell'ottavo uomo (in fuga, oppure no) si aggiunge a quella dei kamikaze morti a Parigi, al Bataclan: un 29enne francese di origini algerine e due francesi residenti in Belgio. Il primo sarebbe Ismael Omar Mostefai, con alle spalle già 8 condanne per reati non gravi ma mai incarcerato. Le Monde riferisce che aveva soggiornato in Siria per alcuni mesi tra 2013 e 2014. I servizi segreti lo avevano "attenzionato" mentre frequentava un gruppo di salafiti a Chartres e la sua scheda era identificata dal 2010 con la lettera S per radicalismo, cioè persona sospetta, ma non monitorato. Macabro il riconoscimento, possibile solo confrontando le impronte digitali sull'unica parte del corpo integra dopo l'esplosione, un dito della mano. Le forze dell'ordine francesi hanno arrestato sei membri della sua famiglia, tra cui il padre e il fratello 34enne.

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