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Così l'Is costruisce le armi chimiche "assoldato un tecnico di Saddam"

Saddam Hussein

Il premier Francese Valls lo ha detto senza mezzi termini che esiste il rischio di attacchi con le armi chimiche. Un rischio molto concreto. L'America, insieme agli apparati di Bagdad, hanno scoperto un'intensa attività da parte dello Stato islamico, un grosso investimento sia economico che di uomini. Ne parla il Corriere della Sera che spiega come siano stati reclutati esperti all'estero ed è stato ingaggiato un tecnico che ha lavorato con Saddam Hussein. Ovviamente non  è così semplice trasformare sostanze tossiche in armi chimiche e ancora più difficile è trasportare l'eventuale arma in una città occidentale. Il saccheggio di molte caserme del regime siriano gli ha permesso di trovare qualche bomba dell'arsenale proibito.

La minaccia - L'Isis ha già usato proiettili di mortaio con gas contro curdi, e l'Opac nel mese di novembre ha denuncia che l'Isis ha condotto attacchi con iprite in Siria ad agosto. Non solo. Nell'analisi di Olimpio, con l'iprite o altri veleni di cui sono in possesso le cellule che si sono infiltrate in  Europa, basta anche solo un test per seminare il panico. Scrive: "I cittadini devono essere consapevoli dei rischi, la minaccia va svelata. Anche se credo che i corpi senza vita del Bataclan e quelli tra i tavolini dei ristoranti siano sufficienti a spiegarlo. Purtroppo non bisogna aggiungere altro". 

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Commenti all'articolo

  • allianz

    29 Novembre 2015 - 16:04

    Più che armi chimiche temo che useranno armi biologiche di distruzione di massa,un surrogato definito come bomba atomica dei poveri ma ancora più letale.Facilmente occultabili e con una trasportabilità assoluta saranno le protagoniste della guerra attualmente in corso.Speriamo che vengano sterminati tutti quanti prima che le usino.

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  • tontolomeo baschetti

    20 Novembre 2015 - 16:04

    Cui prodest?

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