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Tensione nel Mediterraneo

Putin schiera navi e missili. La minaccia, così farà la guerra

Putin schiera navi e missili. La  minaccia, così farà la guerra

L'incontro tra il Presidente turco Erdogan e il ministro degli esteri russo in programma oggi non ci sarà. Da un punto di vista diplomatico è la prima reazione concreta del governo di Vladimir Putin all'abbattimento del bombardiere russo da parte della contraerea turca. Da settimane Ankara accusa l'aviazione di Mosca di sfiorare, probabilmente anche sconfinare, in territorio turco, finché ieri dopo "dieci avvertimenti in cinque minuti" il jet è stato abbattuto e con lui anche l'elicottero arrivato poco dopo per soccorrere i piloti.

La reazione - Putin ha fatto capire chiaro e tondo che la pazienza è ormai agli sgoccioli: "Una pugnalata alle spalle - ha detto da Sochi, in compagnia del re di Giordania - inferta da complici dei terroristi". Nonostante i decenni tesi della Guerra fredda, dal 1950 a oggi i Paesi della Nato e la Russia erano riusciti a evitare qualunque tipo di scontro militare, almeno così diretto e frontale. Alla sorpresa, quindi, Putin ha fatto seguire la furia delle minacce, facendo tuonare i suoi militari che d'ora in avanti: "tutti i bersagli che rappresentano un pericolo potenziale saranno distrutti".

I mezzi - Il segretario generale della Nato ha invitato Ankara e Mosca ad allentare la tensione, più facile a dirsi che a farsi visto che nel frattempo i militari russi hanno subito fatto avvicinare alla costa siriana l'incrociatore Moskva armato di missili.

Lo scenario - Nessuno nella Nato sembra avere interesse a prendere troppo le difese della Turchia, come dimostra lo stesso atteggiamento di Barack Obama che ha etichettato l'abbattimento del jet russo come un "incidente". I Paesi dell'alleanza atlantica sanno bene che non si può fare a meno dell'impegno militare di Putin in Siria, anche se l'intesa con Mosca è ancora tutta da trovare, per interessi a dir poco divergenti. Putin è riuscito a coinvolgere l'Iran che sta schierando uomini sul terreno, lasciando ai russi il controllo dei cielo. I Paesi Nato faticano a trovare un accordo tra loro per entrare in campo con uomini propri. Da settimane armano i ribelli anti-Assad per contrastare l'avanzata dei miliziani del sedicente Stato islamico. Ma proprio quell'Assad gode anche dell'appoggio di Mosca, politico e militare: sul piatto c'è il controllo dell'area siriana quando l'attuale reggente sarà destituito, e finora Putin sembra aver messo almeno un piede più avanti di tutti.

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Commenti all'articolo

  • cane sciolto

    25 Novembre 2015 - 12:12

    Putin ha ragione da vendere, inoltre i Turchi foraggiati da chi sappiamo noi vogliono entrare in Europa, grande affare che fa l'Europa compresa l'Italia, a mio modesto parere l'abbattimento è stato voluto con il consenso di chi sappiamo noi cioè chi sta dietro le quinte, non ho capito bene Obama prima diceva che si doveva combattere l'Isis adesso ha venduto un'altra partita di armi e non dice più

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  • Janses68

    25 Novembre 2015 - 12:12

    Forza Putin .... se ti scappa una bombetta anche in India , dalle parti del Kerala ci fai un favore .... ma anche dove vuoi... I collaborazionisti e gli stronzi andrebbero fatti tutti fuori .... Dai Putin trasformati in Hulk e dai sfogo della tua rabbia.

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  • dmfabik

    25 Novembre 2015 - 11:11

    Quindi la Grecia dovrebbe abbattere i Jet turchi che quotidianamente invadono i confini Greci?

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  • Napolionesta

    25 Novembre 2015 - 10:10

    non dimentichiamo che la Turchia e`quasi tutta musulmana......

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