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la guerra in Siria

La grande guerra araba. Rischia di saltare tutto: le alleanze

La grande guerra araba. Rischia di saltare tutto: le alleanze

L'abbattimento del jet russo al confine tra Turchia e Siria potrebbe spingere il conflitto in Siria verso un'escalation dai risvolti imprevedibili. La tensione tra il Cremlino e Ankara, oltre all'intensificarsi degli scontri tra le forze militari guidate dai russi e le forze ribelli ad Assad rischiano di trascinare nello scontro siriano potenze arabe come Qatar e Arabia Saudita, molto più di quanto già non lo siano oggi.

Gli schieramenti - Il fronte capeggiato dai militari russi vede il coinvolgimento anche delle milizie sciite irachene, degli Hezbollah libanesi e dei pasdaran iraniani. Nonostante nelle ultime 48 ore siano stati intensificati gli attacchi, conquistando ampi territori a sud di Aleppo, l'avanzata dei militari alleati di Assad ha dovuta frenare, colpiti dalla controffensiva delle milizie islamiste di Jaish al Fatah. Questa è una coalizione composta da diversi gruppi islamisti, tra i quali il principale Ahrar al Sham, il Fronte al Nusra che ha anche legami con al Qaeda, come riporta il Messaggero, e i Fratelli musulmani con la legione del Sham. A finanziare questi gruppi sono le ricchette di Arabia Saudita e Qatar, che sostengono per il 40% il fabbisogno di questo piccolo esercito.

Gruppi scelti - Non c'è solo la coalizione Jaish al Fatah ad essere finanziata dall'Arabia Saudita. Gli emiri avrebbero differenziato il proprio sostegno, a seconda dell'affidabilità dei gruppi ribelli. Per esempio avrebbero deciso di affidare i missili anticarro Tow, di fabbricazione americana e forniti con il benestare di Washington, a gruppi del Free Syrian Army, ritenuti più moderati e operativi nelle province di Idlib, Homs e Aleppo. A questi gruppi sono arrivate anche altre forniture, più limitate, di Manpad (Man portable air defense systems), un sistema missilistico antiaereo a corto raggio e trasportabile a spalla. Il sostegno da parte delle potenze economiche arabe ai ribelli non manca, ma per ora è frenato dal timore che certe armi possano finire nelle mani sbagliate. Sempre se la tensione con i russi non dovesse degenerare.

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Commenti all'articolo

  • bettely1313

    26 Novembre 2015 - 20:08

    ipotizzando così le postazioni militari formando in questo modo gli schieramenti, il proseguo dello scontro inziale confluirà tutto in una grande guerra globale. Molto probabilmente alla fine si avranno due schieramenti; Usa e tutto l'esercito arabo complessivo di alcuni Stati con l'Arabia e la Russia con la Cina Siria Iran. A questo punto L'Europa dovrebbe avere le idee chiare da che parte stare.

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  • GiulianaBaudone

    26 Novembre 2015 - 15:03

    Condivido l'analisi ...Sono fermamente convinta che quando era Presidente Berlusconi eravamo rappresentati molto meglio nella politica estera.

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  • Yossi

    25 Novembre 2015 - 19:07

    per favore, non parliamo di potenze arabe quando citiamo il qatar superficie < 12.000 Kmq e poco piu di 2 milioni di abitanti di cui un 30% stranieri o l arabia saudita già pesantemente impegnata nello yemen. Spero che quel erdogan, massacratore di curdi e neo califfo ottomano riceva una sonora lezione e abbassi la cresta

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  • arwen

    25 Novembre 2015 - 17:05

    caro nick2, lasciatelo dire, sei un po' di parte. La guerra tra i 2 blocchi è fantascienza, nn esistono più i blocchi e questo è il vero problema. Invece esistono 2 guerre, distinte separate ma che hanno riflessi l'una sull'altra. La guerra delle grandi organizzazioni finanziarie, che usano anche gli stati x ottenere ciò che vogliono e 1 guerra interna all'Islam stesso che ha fatto si mln di morti

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