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La verità dei servizi segreti

Terrorismo, i servizi segreti: "A Bruxelles non è stato sventato nessun attentato"

Terrorismo, i servizi segreti:

Dopo annunci vanagloriosi di sventati attentati, un'ombra torbida si allunga sull'apparato di sicurezza belga. I servizi segreti di Bruxelles hanno rivelato un'inquietante verità a proposito della grande operazione di domenica scorsa che, stando alle dichiarazioni del governo belga, avrebbe sventato prima un attentato a Bruxelles e poi un altro a Parigi. Secondo i Servizi sarebbe invece tutto falso, perché erano solo degli interventi conseguenti e necessari dall'inchiesta francese. Come scrive il Corriere della Sera, i governi di Francia e Belgio avrebbero condotto delle indagini "farraginose e roboanti" che hanno permesso ai terroristi di darsi alla fuga attraversando le frontiere di mezza Europa. Abdelhamid Abaaoud e Salah Abdeslam sono ricercati ma molto probabilmente si trovano lontani dagli occhi e dalle orecchie delle forze speciali belga e francesi.

Al sicuro in Siria - L'allerta massima a Bruxelles, che lo scorso fine settimana era diventata una città fantasma per quanto era blindata, sarebbe dunque stata completamente inutile. Anche perché Salah, secondo indiscrezioni della stampa francese, sarebbe già al sicuro in Siria. Lo si è capito da una confidenza fatta ad un amico di infanzia al telefono dopo aver parlato alla cugina, Hasna Ait Boulahcen: "Venerdì 13 è solo un inizio - avrebbe detto Salah - Per le feste, vedremo quel che succederà. Siamo dappertutto". Secondo la ricostruzione delle forze speciali, tra i progetti del terrorista latitante ci sarebbe quello di colpire anche il quartiere ebraico parigino, i trasporti francesi e le scuole parigine.

La presa in giro - Per organizzare gli attacchi, Abdelhamid Abaaoud, la mente del commando che ha colpito al Bataclan, era tornato dalla Siria per condurre di persona una campagna di terrore che sarebbe durata giorni, forse settimane prendendo in giro anche la politica francese sui rifugiati giudicandola "fallimentare", visto che gli aveva consentito di passare indisturbato la frontiera. La parola fallimento però è usata anche contro il Belgio. L'annuncio dell' incriminazione di un sesto uomo legato agli attacchi di Parigi non placa la discussione sul fatto che almeno 5 degli otto componenti del commando stragista venivano dai sobborghi di Bruxelles.

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