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Una (brutta) promessa

Angela Merkel svende l'Europa: stende il tappeto al Sultano Erdogan

Angela Merkel

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan di sicuro non è il miglior candidato al Premio Simpatia 2015, e nelle ultime settimane - specie dopo l’abbattimento di un aereo russo da parte della Turchia sul confine siriano - l’Europa comincia ad aprire gli occhi sulle sue malefatte. Le sue ambiguità sono finalmente venute alla luce, la sua doppiezza si è rivelata e suscita una sacrosanta preoccupazione. Ci si chiede se quest’uomo sia davvero un alleato contro il terrorismo islamico o se, al contrario, sia un nemico da cui guardarsi. Le accuse nei suoi confronti, dopo tutto, sono basate su dati concreti, e non su illazioni o sulla propaganda russa figlia del risentimento.

Però, mentre gridiamo «mamma li turchi», non dimentichiamoci di chi i turchi continua a favorirli. Non scordiamoci che il Sultano ha la sua Turca. Nello specifico, una Turca di un certo peso, non solo politico. Non indossa il turbante, e negli ultimi tempi si è scostata dal centro della scena. Ma non per questo è meno influente sulle sorti del Vecchio Continente. Stiamo parlando di Angela Merkel, la donna che sta spalancando le porte dell’Europa alla Turchia, in nome dei propri esclusivi interessi. Se oggi ci troviamo il Sultano sull’uscio - anzi, stravaccato in salotto a bere il the - è grazie alla Turca di Germania, che a Otto von Bismarck preferisce gli Ottomani. Nelle scorse settimane, la Merkel si è recata in visita a Istanbul, accomodandosi su un pacchianissimo trono gentilmente fornito da Erdogan. La signora è andata a trattare a nome di tutti noi, anche se nessuno l’ha delegata a farlo. In cambio dell’aiuto di Ankara nella gestione dei rifugiati, Angela ha promesso tutto il suo appoggio al fine di velocizzare le pratiche per l’adesione della Turchia all’Ue.

Pensate che il caos diplomatico e la guerra tiepida con la Russia di queste ore abbiano arrestato il processo? Macché. Tutto procede speditamente. Oggi pomeriggio a Bruxelles è in programma un incontro tra i rappresentanti dei Paesi membri dell’Ue e la Turchia, nella persona del premier Ahmet Davutoglu. In sostanza, si concretizzeranno le promesse che l’Unione ha fatto al Sultano nelle settimane passate, tramite la mediazione di Angela la Turca. Stiamo parlando dei tre miliardi di euro che gli Stati europei verseranno ad Ankara affinché blocchi l’afflusso di profughi. In Turchia ci sono oltre due milioni di rifugiati, che Erdogan ha sfruttato come merce di scambio: fermerà i flussi, ma a pagamento. Non ci sono di mezzo soltanto i soldi, però.

Ci sono anche questioni politiche non secondarie. Tanto per cominciare, la liberalizzazione dei visti in entrata da concedere ai cittadini turchi, che potrebbero così muoversi liberamente nell’Ue. Ma soprattutto, oggi si discuterà dell’avanzamento della procedura di adesione della Turchia all’Unione, che è bloccata da qualche tempo a causa dell’opposizione di Cipro, territorio su cui i turchi esercitano una nefasta influenza. Sul tavolo c’è il capitolo negoziale 17, relativo alla governance economica e monetaria, e sul quale pare ci sia l’accordo di tutti e 28 gli Stati comunitari. Tanto che, nei giorni scorsi, il ministro turco degli Affari Europei Volkan Bozkir ha parlato come chi ha il gatto nel sacco: «Apriremo un nuovo capitolo il 14 o il 15 dicembre a Bruxelles», ha detto, aggiungendo che nel 2016 saranno aperti altri cinque o sei nuovi capitoli. Alla Turchia interessano particolarmente il 15 (energia), il 23 (sistema giudiziario e diritti fondamentali), il 24 (sicurezza) e il 31 (politica estera), ovvero quelli ostacolati dal veto cipriota.

Insomma, il vertice di oggi potrebbe rivelarsi un decisivo passo in avanti per l’ingresso della Turchia nell’Ue, e le previsioni delle autorità turche sulle trattative rispecchiano la tempistica fornita dalla Merkel a Istanbul. Certo, la situazione resta tesa, viste le frizioni con la Russia nella lotta al terrrorismo. Inoltre, c’è la vicenda dei due giornalisti Can Dundar e Erdem Gul del quotidiano Cumhuriyet. Sono finiti nelle galere turche per aver scritto della consegna di armi ai jihadisti siriani da parte dei servizi segreti di Ankara. Ieri hanno inviato ai leader europei una lettera, chiedendo che l’atteggiamento di Erdogan verso la libertà di stampa non sia trascurato al solo fine di risolvere la questione immigrati. Beh, forse bisognerebbe considerare anche il modo in cui il Sultano ha sfruttato e manipolato l’emergenza migratoria, il suo desiderio di abbattere Assad prima che il Califfato, il fatto che abbia permesso il passaggio dei foreign fighters attraverso le sue frontiere. Tutti elementi che la Merkel ha amabilmente ignorato nel momento di tutelare i suoi interessi e limitare gli ingressi dei siriani in Germania. A quanto pare, quando vuole la Turca sa anche fare l’indiana.

di Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • Satanasso

    20 Gennaio 2016 - 21:09

    Io sono favorevole all'ingresso della Turchia nella U.E. a condizione che ne usciamo Noi !

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  • NuvoleRosse

    04 Dicembre 2015 - 12:12

    Non sarebbe il caso di indire un referendum europeo ? Possibile che su argomenti così delicati i tando decantati cittadini europei non possano esprimersi ?

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  • NuvoleRosse

    04 Dicembre 2015 - 12:12

    Ma... in merito... e non solo di questo, non è possibile indire un referendum europeo ? Impegni così importanti non dovrebbero essere ratificati dai maltrattati cittadini dell' Unione Europea ? Non che sia una panacea.. ma il dibattito che ne deriverebba (forse) potrebbe aprire gli occhi a più dei soli lettori di Libero..

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  • NuvoleRosse

    04 Dicembre 2015 - 12:12

    Ma... in merito... e non solo di questo, non è possibile indire un referendum europeo ? Impegni così importanti non dovrebbero essere ratificati dai maltrattati cittadini dell' Unione Europea ? Non che sia una panacea.. ma il dibattito che ne deriverebba (forse) potrebbe aprire gli occhi a più dei soli lettori di Libero..

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