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La decisione

Una megalopoli di 11 milioni di abitanti
chiude per smog: non era mai successo

Una megalopoli di 11 milioni di abitantichiude per smog: non era mai successo

È di nuovo allarme smog a Pechino. Le autorità della capitale hanno emesso il livello di allerta più alto per i prossimi giorni, segnalato con il colore rosso, dopo l’emissione dell’allerta arancio di ieri, il secondo più alto. L’allerta, varrà da domani mattina alle ore sette locali, fino alle 12 di giovedì prossimo, le cinque del mattino in Italia. Dalla mattina di domani saranno in vigore le targhe alterne per limitare l’inquinamento proveniente dai gas di scarico. Fermi anche il 30% dei veicoli delle autorità. In vista della nuova ondata di smog, l’ufficio per la Protezione Ambientale della capitale cinese ha emesso un’ordinanza per fermare le attività altamente inquinanti e i cantieri edilizi.

I divieti - Vietati anche fuochi d’artificio e barbecue all’aperto. La municipalità di Pechino ha poi chiesto ai cittadini di limitare le attività all’aperto e, qualora non fosse possibile, di indossare mascherine protettive contro le polveri sottili. Dalle autorità è arrivato anche l’invito a chiudere le scuole dell’infanzia, elementari e medie. Alle 21 di questa sera, le 14 di oggi in Italia, il livello dell’inquinamento atmosferico non era ancora classificato come «pericoloso» ma come «molto insalubre», il gradino prima, con una concentrazione di pm 2.5 nell’aria pari a 193 microgrammi per metro cubo.

 Prospettive - Solo la settimana scorsa, un fitto strato di smog di colore grigio-giallastro aveva avvolto la capitale cinese, arrivando a superare una concentrazione di 600 microgrammi di pm2.5 per metro cubo di aria, oltre venti volte la soglia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, di 25 microgrammi per metro cubo per metro cubo di aria. In quell’occasione, la municipalità aveva fatto chiudere oltre duemila aziende fortemente inquinanti e aveva inviato squadre di ispettori per controllare il rispetto delle direttive. L’inverno è il periodo a maggiore rischio smog per la capitale cinese, a causa della ripresa degli impianti di
riscaldamento alimentati in gran parte ancora a carbone, nonostante le promesse delle autorità di Pechino di aggiornamento del sistema di riscaldamento in molti distretti della città. L’inquinamento atmosferico provoca centinaia di migliaia di morti premature ogni anno, secondo le organizzazioni non governative a difesa dell’ambiente: Pechino ha promesso lo scorso anno di raggiungere il picco delle emissioni entro il 2030 e di ridurre il consumo di carbone di cento tonnellate all’anno entro il 2020, una quantità molto inferiore alle 4,2 miliardi di tonnellate consumate nel 2012. Entro il 2030, la Cina punta, poi, a una riduzione di circa il 60-65% degli agenti inquinanti rispetto ai livelli del 2005. 

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    22 Dicembre 2015 - 05:05

    Quanti problemi che vi fate....In cina sono quasi 2 miliardi.Quando ne crepano un po,ce ne sono ancora e sempre troppi.

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