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Parla il rampollo

Il figlio di Erdogan e il "complotto": la dura accusa a Putin (e a Berlusconi...)

Putin, Berlusconi ed Erdogan

Contro di lui si è scagliato direttamente Vladimir Putin per colpire in realtà suo padre, il "sultano" turco Recep Tayyip Erdogan accusandolo di esportare petrolio dell'Isis con le sue navi. Bilal Erdogan respinge tutto al mittente e da Bologna, dove si trova per un dottorato alla John Hopkins University, racconta al Corriere della sera la sua versione sulle notizie che i media di tutto il mondo stanno diffondendo da giorni.

Nel mirino - Bilal ha 35 anni, è il secondogenito del presidente turco, da settembre scorso vive a Bologna, dove si è trasferito con la moglie e i due figli di 8 e 2 anni. Nel 2013 era stato anche al centro di uno scandalo di tangenti che aveva coinvolto lui e la sua famiglia. Il procuratore che li accusava, però, è stato sostituito e chi ha seguito lo ha assolto. Ma secondo lui era tutto un complotto, un tentativo di colpo di stato di famiglie rivali.

Le accuse - Le accuse di Putin secondo Bilal non hanno fondamento: "Non ho nulla a che fare con le spedizioni navali del petrolio - ha chiarito -. E soprattutto l'Isis è un nemico del mio paese". Bilal è anche titolare della società Bmz Ltd che ribadisce si occupa di "costruzioni. Costruiamo uffici a Istambul. Abbiamo un contratto per costruire imbarcazioni per un imprenditore in Russia, autocisterne da fiume, ma non le operiamo. Non facciamo affari nel Mediterraneo, in Siria o in Iraq".

I colpevoli - I russi non sono d'accordo e lo hanno accusato di manovrare quelle navi che costruisce la sua società per trasportare petrolio estratto dagli uomini del Califfato attraverso il porto di Ceyhan: "La Turchia vende petrolio curdo, vero - ammette - Ma secondo la mappa russa sembrerebbe che i curdi siriani facciano arrivare petrolio dell'Isis alla raffineria Tupras della famiglia Koc. La famiglia Koc dice di comprare petrolio solo dalle fonti documentate. Chiedete a loro di provare che non lavorano con l'Isis, non è una raffineria del governo".

Il fattaccio - L'abbattimento del jet russo che avrebbe sconfinato in Turchia è stato, secondo Balal: "spiacevole". Di sicuro a suo padre quella mossa è costata le critiche di tanti "amici", come l'ex premier Silvio Berlusconi che ha parlato di "passo indietro dalla democrazia", prendendo di fatto le difese dell'altro amico, Putin. Balal non nasconde la sua delusione per il Cavaliere, che è stato anche al suo matrimonio nel 2003: "Non posso credere che Berlusconi abbia detto queste cose, conosce mio padre. È un peccato, e non è una buona lettura della politica turca".

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Commenti all'articolo

  • opinione-critica

    19 Dicembre 2015 - 16:04

    Navi da guerra, aerei spia, missili puntati contro la Russia per aiutare chi aiuta Isis: la Turchia. USA e UE stiano attenti, possono mandare missili e bombe sulla Russia; ma droni russi con armi micidiali possono cadere in Turchia, nella UE, nelle navi dislocate nel mediterraneo. Grazie al negro che è livoroso col presidente siriano. Ci trattano da deficienti, dicono: il nemico è Putin non Isis

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  • eden

    11 Dicembre 2015 - 09:09

    Bene, e allora fuori dall'Italia, persona "indesiderata"x non dire altro.

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    • sipa1932

      28 Dicembre 2015 - 04:04

      eden hai ragione fuori lui la sua famiglia e tutti** I culi in aria**,ma chi ha il coraggio di fare questo???? solo SALVINI

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  • nordest

    11 Dicembre 2015 - 08:08

    i turchi da sempre giocano sporco sono più viscidi dei serpenti ,mussulmani sono.

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  • Napolionesta

    09 Dicembre 2015 - 12:12

    mi sa che la Turchia e`diventata come la Corea del Nord.....

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