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Terrorismo

Isis, arrestati due presunti terroristi: "Si fingevano rifugiati"

Isis, arrestati due presunti terroristi:

La polizia austriaca ha arrestato due persone sospettate di avere collegamenti con gli attacchi di Parigi del 13 novembre: due cittadini francesi entrati in Austria ad ottobre assieme ad alcuni membri della cellula che ha compiuto i massacri; secondo la stampa locale, i due con falsi passaporti siriani avevano viaggiato dalla Grecia attraverso i Balcani assieme ai centinaia di migranti in cerca di rifugio in Europa. A Parigi è ancora paura: oggi un auto all’improvviso si è lanciata contro l’ala dell’Hotel des Invalides in cui ha sede il Museo dell’Esercito. Uno dei poliziotti di guardia ha aperto il fuoco sulla vettura, esplodendo una decina di colpi e costringendo a fermarsi il conducente, che è stato subito arrestato.

Linea dura - Intanto gli Usa spingono l’acceleratore nella lotta all’Isis. Il segretario alla Difesa, Ash Carter, è giunto a Baghdad per incontrare i militari americani in loco ed avere dalla loro viva voce una lettura della situazione sul campo. Arrivato dalla Turchia, dove martedì ha visitato la base di Incirlik, da dove partono gli aerei americani che bombardano i jihadisti, il capo del Pentagono incontrerà anche gli alti responsabili del governo iracheno e della coalizione anti-Isis. È ancora invece nebuloso il ruolo della nuova coalizione islamica a guida saudita, ruolo nebuloso persino tra i suoi membri. Le reazioni di alcuni Paesi inclusi nella corposa lista dei partecipanti sembrano indicare quantomeno una sommaria preparazione da parte di Riad, che avrebbe avvicinato i partner con un invito a unirsi a un centro di coordinamento di lotta all’Isis e poi ha annunciato una coalizione militare.

La posizione di Renzi - Intanto il premier Matteo Renzi ha spiegato il senso dell’invio dei 450 militari italiani a difesa dei lavori della diga di MOsul, il cui appalto è stato vinto da una ditta italiana. "Abbiamo una diga a Mosul che (se crolla; ndr) rischia di distruggere Baghdad e metà dell’Iraq. Non ci preoccupiamo di esibizioni muscolari, ma di cose concrete. Solo gli italiani possono mettere a posto quella diga", ha spiegato. "Si rischia un patatrac" e per evitarlo "l’Italia, d’accordo con gli Usa, interverrà". Molto critica la reazione di Renato Brunetta (Forza Italia) per la mancata comunicazione preventiva dell’operazione al Parlamento  e anche del M5S: "La storia della diga è il solito pretesto umanitario per giustificare un intervento armato".

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