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Condanne a morte

L'Arabia Saudita giustizia 47 terroristi. Faida islamica, l'Iran: la pagherete cara

L'Arabia Saudita giustizia 47 terroristi. Faida islamica, l'Iran: la pagherete cara

Quarantasette persone sono state giustiziate in Arabia Saudita. Si tratterebbe di 45 sauditi, un egiziano e un uomo del Ciad, tutti condannati per terrorismo. Il ministero dell'Interno saudita, come riporta Al Arabiya, ha riferito che si tratta di uomini colpevoli di avere progettato e condotto attacchi terroristici, contro civili e forze della sicurezza, coinvolti in una serie di attentati sferrati da al-Qaeda diversi anni fa.

Ci sarebbe anche Ali Mohammed al-Nimr, giovane attivista sciita condannato a morte per reati presumibilmente commessi all'età di 17 anni, tra i giustiziati. Lo riporta la Reuters spiegando che il ragazzo era il nipote dell'imam sciita Nirm al-Nirm, giustiziato anch'egli. I corpi del leader religioso, del nipote e di altri cinque sciiti sauditi sono stati esposti pubblicamente, la pena più severa a disposizione dei giudici nel regno saudita, a maggioranza sunnita. Mohammed al-Nimr, fratello dell'imam e padre di Ali, ha chiesto che eventuali reazioni da parte della comunità sciita per la morte del leader religioso siano pacifiche e non sfocino in altre violenze.

"Ci aspettavamo l'esecuzione ma speravamo che la voce dei politici moderati avrebbe prevalso", ha dichiarato Mohammed al-Nimr a Reuters. "Siamo rimasti scioccati da questa dura notizia. L'imam Nimr godeva di grande stima nella sua comunità e nella società musulmana in generale, e senza dubbio ci saranno reazioni alla sua morte". Poi l'appello: "Basta spargimenti di sangue". Contro la condanna a morte del religioso c'erano state mobilitazioni e proteste, e l'Iran aveva addirittura avvertito Riad che avrebbe "pagato cara" l'esecuzione.

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