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Colonia

Da Kyenge a Ferrero, la sinistra vergognosa che prova a assolvere gli immigrati di Colonia

Scena

Sono stanca, da donna, di vedere che ogni giorno che passa la realtà viene sempre più mistificata. Si direbbe e si dice di tutto, pur di decolpevolizzare un immigrato, magari clandestino, magari musulmano, che commette un reato. Magari, lo stesso reato che se venisse commesso da un italiano, un belga, un cattolico, un buddhista, non verrebbe edulcorato da nessuna supercazzola giustificatoria. Io sono stanca. Su quanto accaduto a Colonia, i fatti parlano chiaro. C’è un Paese, la Germania. Per volontà del suo capo di governo donna, Angela Merkel, ha aperto le porte agli immigrati. In Germania, si trova la città di Colonia. È governata da un sindaco donna, Henriette Reker, anche lei in prima linea nella difesa dell’accoglienza senza se, senza ma e senza cervello.

«Welcome refugees», portavano scritto molti cartelli, io li ricordo.
Proprio in quel Paese e in quella città, nella notte di Capodanno un centinaio di donne sono state aggredite, rapinate, molestate e pure stuprate da un folto gruppo (forse mille persone) proprio di «refugees». Era un’azione organizzata. Avevano pizzini con frasi ben lontane da «Thank you for the refuge». C’era scritto, in arabo e tedesco, «Voglio fare sesso»; «Ti ammazzerò». Questi sono fatti, non supposizioni, non teorie. Una parte di quegli immigrati accolti a braccia aperte dalla Merkel e dalla Reker, per tutto ringraziamento, ha esercitato violenza sulle donne. In branco, come cani rabbiosi, come lupi affamati, come uomini infami e vili, che spaventano la vittima forti di una superiorità numerica, e perciò subuomini, bestie.

Eppure, questa pregnante evidenza si nega. Ciò che, da donna, mi stanca e indigna maggiormente è quando gli attori della mistificazione sono, addirittura, donne. Laura Boldrini ha evitato, commentando in ritardo i fatti di Colonia, di nominare la parola «immigrati». Per difendere a tutti i costi un’accoglienza indiscriminata che si sta rivelando più catastrofica dell’ultima salpata del Titanic, ha omesso il fatto che gli aggressori erano immigrati. Se fossero stati neonazisti, fascisti, italiani berlusconiani in vacanza, cattolici in gita di fede, lo avrebbe taciuto?

La Merkel ha dichiarato che «i profughi sono le vere vittime». La sua collega Reker, invece di dimettersi, ha invitato a non collegare le violenze all’immigrazione.

Cécile Kyenge ha scritto sull’Huffington Post un articolo per dire che «i molestatori di Colonia non hanno né razza né religione. Sono maschi sessisti». Perché quando le hanno lanciato le banane in faccia, gesto altrettanto bestiale e vile, non ha scritto che i lanciatori di banane non hanno idee politiche né razziali, sono maschi sessisti? Spiega l’ex ministra che bisogna dire «un fermo no a ogni forma di strumentalizzazione anche strisciante di quanto accaduto a Colonia che porti acqua al mulino del razzismo».
Sì? Bene, da donna voglio dire il mio no alla «vostra» strumentalizzazione di questi ingiustificabili fatti derivanti dalle «vostre» scellerate decisioni sulla gestione dell’immigrazione anche clandestina: è la vostra la strumentalizzazione, ossia la manipolazione. Perché quei precisi delinquenti maschilisti erano immigrati, ed ometterlo vuol dire manipolare la realtà, e dirlo, invece, non vuol dire affermare che tutti gli immigrati siano delinquenti.

Anna Paola Concia (già parlamentare di sinistra che oggi vive in Germania e lavora per la Camera di commercio italiana in territorio tedesco) sull’Unità afferma che i fatti di Colonia sono da imputare a una oscura «strategia della tensione».
Paolo Ferrero di Rifondazione comunista, femminista ad honorem, sostiene che il problema è «la barbarie del maschilismo che non conosce frontiere». Infatti, non le conosce le frontiere, essendo state queste ultime rase al suolo proprio da voi. Dalla vostra deficiente ideologia buonista, che trasforma ogni donna occidentale, come me, in una monade sola e indifesa, nella sua nazione, nella sua città, perfino nella sua casa. Era nella sua casa Mercedes Ibanez, la settantenne di Palagonia violentata e gettata dal balcone da un immigrato uscito dal Cara di Mineo. Anche riguardo alla sua morte avete responsabilità. Eppure, con le vostre sconsiderate parole di mistificazione continuate a difendere quella delinquenzialità islamica e migrante, che colpisce donne ma anche uomini, e in questi ultimi casi spiegatemi il maschilismo dove sarebbe.
Vergognatevi, ad libitum.

Gemma Gaetani

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Commenti all'articolo

  • menoz

    08 Marzo 2016 - 18:06

    sono molto d accordo con lagemma gaetani, il problema sta nel fatto che le sinistre accolgono tutti i clandestini per due motivi: 1° per le votazioni (si sa che i clandestini voteranno sempre per le sinistre) 2° le coop rosse intascano dai 35 ai 40 euroal giorno per clandestino, bel giro d affari!!!

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  • blackfrost

    13 Gennaio 2016 - 19:07

    E'possibile ricordare a tutti quelli che attaccano la sinistra italiana che la destra italiana non è da meno in quanto a scheletri nell'armadio e posizioni indifendibili? La sinistra italiana ha il tabù dell'immigrazione ed ha una gestione catastrofica del fenomeno, lascia a desiderare su ordine e sicurezza, ma la destra ha avuto ed ha il tabù Berlusconi, ha una visione ottocentesca della società.

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  • ampar

    13 Gennaio 2016 - 11:11

    la sinistra verrà distrutta

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  • aquila azzurra2

    13 Gennaio 2016 - 10:10

    dovrebbe aver superato l'orlo, eppure sempre in quel sacco la sinistra continua a nascondere mexxx fino a quando quella stessa materia non proromperà e la sommergerà. allora non basteranno bonus,gufi, avvoltoi, sciacalli e passerelle in tv, dovranno solo togliersi dai coxxxxxx e sparire per sempre.

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