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L'attentato di Istanbul

Perché i terroristi dell'Isis hanno colpito Merkel e Germania

Perché i terroristi dell'Isis hanno colpito Merkel e Germania

La Germania come la Francia, Angela Merkel come François Hollande: è costata carissima a Berlino la decisione di inviare i suoi Tornado per le operazione militari contro lo Stato islamico in Siria. La vendetta del Califfato non si è lasciata attendere, portando il primo carico di morti civili e innocenti alla Cancelliera: l'attentato di Istanbul, dove hanno perso la vita 8 cittadini tedeschi, è il segnale che la guerra senza confini dei jihadisti ha da ieri aperto un altro fronte. Per ora il governo della Merkel è cauto e non conferma che l'obiettivo del kamikaze che si è fatto saltare in aria a Sultanahmet fosse proprio la comitiva tedesca, limitandosi a parlare di "attacco assassino" contro "la libertà degli occidentali".

Il legame fortissimo - Tra l'altro la Turchia e Istanbul hanno un legame fortissimo con la Germania, anche a causa della fortissima immigrazione di turchi nelle città tedesche (con interi quartieri turchizzati, basti pensare a Kreuzberg a Berlino, e ai tanti giocatori di origine turca che vestono la maglia della Nazionale campione del mondo, da Gundogan a Ozil). Colpire in un'unica azione la Turchia (fino a poco tempo fa morbida con il Califfato, ora però sotto lo sguardo vigile internazionale) e la Germania potrebbe essere stata una tentazione molto forte per i jihadisti.

La strategia politica dei terroristi - Non solo. Politicamente, la strategia dell'Isis è chiara: dividere i governi occidentali, metterli in crisi, spingere se possibile le opinioni pubbliche su posizioni oltranziste da un lato e lassiste dall'altro per far sì che il verbo del fanatismo islamico possa attecchire più facilmente. In Germania, nelle ultime ore, sta riprendendo fiato l'estrema destra di Pegida, dopo i fatti di CapodannoColonia, ed è chiaro che una strage di innocenti darà ancora più forza agli islamofobi. Senza dimenticare, come rivela alla Stampa un diplomatico a microfoni spenti, "destabilizzare la Germania vuol dire infliggere un colpo mortale all'Europa". La Merkel ora è stretta tra l'esigenza di una stretta sull'accoglienza dei profughi (per non scontentare la sua Cdu e i governi locali che subiscono il peso e il costo dei nuovi arrivi) e la possibile volontà di colpire ancora più duro il Califfato. Col rischio di nuove invasioni e di nuovi attentati. 

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Commenti all'articolo

  • Ben Frank

    Ben Frank

    13 Gennaio 2016 - 22:10

    PercHè la Merkelona è una gran Kulona...

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  • marari

    13 Gennaio 2016 - 16:04

    Ma la krukka Merkel avrà capito la lezione o continuerà ad importare povertà per distruggere l'Europa?

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  • Baliano

    Baliano

    13 Gennaio 2016 - 12:12

    Perché era facile, perchè "i teteschi ti crante cermania" sono sempre pieni di supponenza innaffiata dal luppolo, perché la Frau, circonfusa di spocchia non se l'aspettava, anzi se la tirava, a forza di manodopera per l'industria pesante Wv e a forza di rimbrotti e anatemi all'Italia poco "accoglitora". Fnklo "Frau-big-ass", la "crante cermania" e tutta la "sua" Neurolandia.

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  • filen

    filen

    13 Gennaio 2016 - 10:10

    Ben gli sta a quella culona altro che porte aperte che se la vedano anche loro con quei negroni clandestini

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