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Il piano del Cremlino

Vladimir Putin: "Disposti a dare asilo politico in Russia ad Assad"

Vladimir Putin:

La Russia potrebbe dare asilo al presidente siriano Bashar al-Assad se fosse costretto a lasciare il proprio Paese. Ad affermarlo è il presidente russo, Vladimir Putin, intervistato dalla Bild. "È stato sicuramente più difficile garantire asilo a Snowden in Russia di quanto sarebbe nel caso di Assad", ha aggiunto il leader del Cremlino, parlando della talpa dell'Nsa Edward Snowden, in asilo in Russia dal 2013. Putin ha comunque precisato che è troppo presto per dire se la Russia dovrà offrire rifugio a Assad, il cui Paese è devastato dalla guerra civile, sottolineando che "prima la popolazione siriana deve potere votare e poi vedremo se Assad dovrà lasciare il suo Paese se perderà le elezioni". Il presidente russo ha ammesso che secondo lui Assad ha commesso tanti errori "nel corso di questo conflitto", ma, allo stesso tempo, ha anche aggiunto che "il conflitto non sarebbe mai diventato così grande
se non fosse stato alimentato dall'esterno con armi, soldi e combattenti".

Il presidente russo ha quindi ribadito il sostegno di Mosca a Assad, alleato di lunga data, nel tentativo di scongiurare uno scenario come quello libico: "Non vogliamo che la Siria finisca come l'Iraq o la Libia", ha spiegato. Rispondendo ad una domanda riguardo i bombardamenti di Assad contro altri siriani, Putin ha affermato che il presidente siriano "non combatte contro la sua stessa popolazione, ma contro coloro che agiscono in modo armato contro il suo governo". Se ad essere "danneggiata" è anche la popolazione civile, ha aggiunto, "non è colpa di Assad, ma soprattutto degli insorti e dei loro sostenitori stranieri". Il leader del Cremlino ha comunque ricordato che "questo non significa che in Siria vada tutto bene o che Assad stia facendo tutto bene". Nell'intervista, Putin ha anche ricordato che il suo Paese "resisterà" alla Turchia, Paese membro della Nato, se minaccerà la sicurezza nazionale della Russia, facendo riferimento al Su-24 abbattuto lo scorso novembre dalla Turchia al confine con la
Siria. "Spero vivamente che eventi del genere non crescano in grandi conflitti militari. Ma se gli interessi e la sicurezza della Russia
vengono minacciati, la Russia resisterà. Tutti lo devono sapere. La Turchia - ha aggiunto - fa parte della Nato, ma non è stata attaccata. La Nato quindi non deve proteggere la Turchia ed i nostri problemi con la Turchia non hanno niente a che fare con l'appartenenza alla Nato di quel Paese".

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