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Turismo adamitico

Spiagge aperte ai nudisti,
ma solo se magri e belli

Gli albergatori delle Canarie contro l'esposizione di "carni molli e flaccide, è uno spettacolo immorale"

L'arcipelago spagnolo ha revocato l'ordinanza che proibiva ilbagno nudo sui lidi delle isole
Spiagge aperte ai nudisti,
ma solo se magri e belli

Ci mancavano gli intolleranti da spiaggia, i nazisti della tintarella naturista pronti a condannare come corpi degenerati i nudi dei bagnanti che non rispettano il loro ideale estetico. I guardiani del nudo integrale sono spuntati alle Canarie e precisamente nella Federazione albergatori e ristoratori del favoloso arcipelago che, con un comunicato furibondo del segretario Antonio Vélez, si scaglia contro le persone «vecchie, dalle carni flaccide o di masse voluminose», che mostrandosi al naturale ispirano solo «disprezzo, burla o ripugnanza».

Il segretario è indignato per la recente revoca dell’ordinanza che aveva proibito il bagno nudo sulle spiagge delle isole, perché a suo dire adesso, ripristinata la libertà di nudo, i bagnasciuga saranno invasi da abominevoli ciccioni che passeggiano indisturbati e, quel che è peggio, in costume adamitico, spettacolo che egli considera «immorale e capace di scatenare i nostri più bassi istinti». Di sicuro, ha scatenato i suoi. Il moralista delle sabbie Vélez infatti si è anche impancato a giudice di chi, se proprio è necessario, può permettersi di fare il bagno nudo: «Un ragazzo o una giovane donna, belli in viso e dalle forme ben proporzionate, che si presentino nudi sulla scena, immobili oppure con movimenti lenti e artistici, senza atteggiamenti o gesti provocatori, non potranno mai essere qualificati immorali». E, ispirato da tale visione di olimpica bellezza, Vélez aggiunge: «Un giovane o una donna che si presentino così possono rimanere in spiaggia tutto il tempo che desiderano, poiché più tempo vi trascorreranno, più delicati saranno i sentimenti destati nel pubblico». Mentre nel caso dei famigerati «vecchi flaccidi e voluminosi» l’effetto del loro nudismo non potrà che essere «grossolano e ripugnante».

 Come tutti i più arcigni moralisti, anche Vélez crede di combattere per il bene dell’umanità. Lui vorrebbe che sulle spiagge si mostrassero solo corpi scolpiti come le statue della Grecia antica, ragazzi dai movimenti ginnici e delicati, una coreografia edificante di virtù morali e estetiche, che infondano negli spettatori (non per niente nel comunicato, a proposito delle sue belle statuine giovani e toniche, scrive del loro «presentarsi in scena») sentimenti di emulazione e contemplazione ammirata. E i vecchi ciccioni? Per loro niente da fare, anzi a seguire fino in fondo il ragionamento del Savonarola delle Canarie andrebbero tumulati sotto i vestiti da capo a piedi, perché in fondo anche il semplice costume non manca di mostrare il loro spettacolo «grossolano e ripugnante». Oppure ammassati in apposite spiagge della degenerazione, dove pagando il biglietto d’ingresso i nudisti virtuosi potrebbero guardare l’osceno spettacolo di quelle montagne di carne avvizzita, severo monito a non corrompere la loro purezza. 

Naturalmente la sparata della Federazione albergatori è caduta nel vuoto, se non altro perché non esiste nemmeno una spiaggia, in tutta la Spagna, dove sia vietato dalla legge il nudismo. E poi perché il principio del nudismo è proprio l’esatto contrario di quanto vorrebbe Vélez, che ne vuole fare un paradigma di giudizio morale. Il nudismo è anarchico, liberatorio, privo di queste cupe ubbie moralistiche. C’è posto per giovani, vecchi, magri, grassi, storpi e gobbi. È come un piccolo carnevale sulla spiaggia in cui finalmente si depone il peso dei pudori e dei timori sociali, si apprezza il contatto diretto con i raggi del sole e con la frescura dell’acqua. Se non piace, lo si può evitare. Ma farlo diventare il terreno di coltura della razza superiore, che poi a sentire i requisiti espressi dal comunicato sembra più che altro una massa di marionette deficienti con la loro «immobilità» o «i movimenti lenti e artistici», questa sì che è una proposta che merita «disprezzo o burla».

di Giordano Tedoldi

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Commenti all'articolo

  • blues188

    20 Febbraio 2013 - 16:04

    Se lo fosse avrebbe messo anche il num di cell delle due ragazze davvero ben fatte

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  • peroperi

    20 Febbraio 2013 - 13:01

    giusto

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  • pierfabro

    20 Febbraio 2013 - 12:12

    per stare nudi in spiaggia oltre ad essere belli e magri devono essere anche giovani, perchè un conto è vedere una belen nuda un altro conto è vedere la littizzetto o la bindi!

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  • Logmain

    20 Febbraio 2013 - 10:10

    Con certa gente la natura è stata impietosa ... con la bassa dotazione di cervello.

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