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Il terremoto si avvicina

Brexit, vicino a Londra è già realtà: Havering, la città che ha votato l'uscita dall'Unione europea

Brexit, vicino a Londra è già realtà: Havering, la città che ha votato l'uscita dall'Unione europea

Non è un caso se il motto del municipio di Havering è semplicemente «libertà». Il sobborgo nell'est di Londra, che conta una popolazione di ben 245mila abitanti, è la prima amministrazione locale del Regno Unito a dichiararsi «de-europeizzata». I suoi consiglieri comunali, con una iniziativa che ha avuto grande risalto sui media del Paese, hanno approvato una mozione che proclama il quartiere «fuori dall'Europa». Non hanno voluto attendere il referendum sulla cosiddetta Brexit che il premier David Cameron ha promesso alla sua nazione dopo il termine dei negoziati in corso per il «rimpatrio» dei poteri dall'Ue. No, quelli di Havering hanno anticipato tutti, e chiedono al resto della Gran Bretagna di fare lo stesso e dire bye-bye a Bruxelles.

Si tratta di una iniziativa simbolica ma che potrebbe anche avere delle ripercussioni politiche. Prima di tutto se si pensa al modo in cui questa «secessione» è avvenuta. L'idea è partita dai sei consiglieri dell'Ukip, che però non avevano i voti necessari per far approvare il documento. Ebbene, si sono rivolti agli «avversari», al partito conservatore, che fra i suoi 22 consiglieri annovera molti euroscettici. Ed ecco quindi che da questo accordo, più qualche altro rappresentante delle liste civiche, si sono raggiunti i fatidici 30 voti di maggioranza (contro 15) per far passare la mozione. E già ci si chiede se una alleanza del genere, fra l'ala più a destra dei Tory e l'Ukip di Nigel Farage, si possa riprodurre altrove e soprattutto a livello nazionale.

Intanto l'Ukip canta vittoria. Il segretario locale, Lawrence Webb, ha definito il voto come «fantastico risultato» e si augura che altre amministrazioni locali seguano l' esempio. Ha raccolto anche le congratulazioni del suo leader nazionale Farage, che dopo mesi di difficoltà ha colto la palla al balzo per fare del sobborgo londinese la sua isola felice fuori dall'Europa.

Ci sono ragioni precise e concrete dietro questa iniziativa. Nel documento approvato si legge che alcune direttive e norme europee, come quelle riguardanti l'orario di lavoro e gli appalti, avrebbero un «effetto negativo» sull'attività e sui costi dell' amministrazione locale. E ha rincarato la dose lo stesso Webb: «quelle decisioni sono prese a Bruxelles e poi applicate da Westminster». C'è una vena quindi molto polemica non solo nei confronti dell'Europa ma perfino di Londra in questa «ribellione». L'ha colta il Guardian, che attacca e propone a quelli di Havering di uscire anche dal Regno Unito. Mentre il Telegraph, con una certa ironia, ipotizza come potrebbe ora organizzarsi il municipio diventato «indipendente». Prima di tutto, in futuro le mappe d'Europa rappresentate sugli euro dovranno avere un minuscolo spazio vuoto a indicare la Brexit del sobborgo londinese. E ancora: «Non c'è ragione perché Havering non possa continuare, come il Canada, ad avere la regina come capo di Stato. Il suo capo di governo potrebbe assumere il titolo di "Lord grande intendente"». Si propone anche di scegliere come capitale il centro amministrativo di Romford e come maggiore luogo di culto la località di Upminster.

Battute a parte, se Cameron non riesce in tempi rapidi a concludere i negoziati a Bruxelles e a indicare una data vicina per il referendum, non solo crescerà il già forte malcontento dentro il suo partito, ma ci potrebbero essere da parte delle amministrazione locali prese di posizione simili a quelle di Havering. Nei giorni scorsi lo ha fatto il consiglio municipale di Leicester, Inghilterra centrale, che, essendo per stragrande maggioranza formato da laburisti, ha approvato invece una mozione in favore dell' Europa. Ma i britannici cosa ne pensano? I sondaggi non offrono grandi risposte. Negli ultimi mesi, dopo un periodo di sostanziale parità fra i «sì» e i «no» alla Brexit, gli euroscettici avevano prevalso. Ieri invece una rilevazione del Daily Mail li dava in minoranza, rispetto alla prevalenza di britannici desiderosi di restare in Europa.

di Alessandro Carlini

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Commenti all'articolo

  • cane sciolto

    31 Gennaio 2016 - 22:10

    Io sinceramente mi sono rotto le PxxxE con l'UE, ce chi dice di uscire e altri che non si può uscire, la mia decisione è che se debbo morire meglio subito senza soffrire anche perchè prima si tocca il fondo e più probabilità di risalire si ha invece con questa posizione di ladri di politiche del'UE non c'è scampo di morire solo di crepacuore, basta vedere i nulla facenti e gli sprechi dell'UE!!!!!

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  • brunom

    31 Gennaio 2016 - 18:06

    Il concetto di un'Europa unita e' valido, invece il modo di attuazione non funziona. La governance europea e. diventata come il vecchio Politburo nella vecchia URSS.

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  • burago426

    31 Gennaio 2016 - 18:06

    tutti che si dividono e sono tutti contenti, non so perchè lo ripropone la Lega e metà sono contrari.

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  • gescon

    31 Gennaio 2016 - 17:05

    Purtroppo un grande progetto è stato gestito da piccoli uomini che avevano in mente solo gli affari propri e di altri sconsiderati che hanno tutelato la finanza violentando l'economia. Il risultato è stato l'unico prevedibile. Il fallimento. Pensierino della Sera : siamo nelle mani di abusivi con la testa di cazzo. Capostipite romano.

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