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Il caso

Dona 1 milione a Donald Trump per i veterani: assurde polemiche sul ceo Marvel

Donald Trump

Il ceo di Marvel Entertainment Ike Perlmutter ha donato 1 milione di dollari a Donald Trump per la sua raccolta fondi a favore dei veterani di guerra dell’esercito statunitense. Lo ha dichiarato Donald, ringraziando lui e altri donatori, giovedì sera.

Se vivessimo in un mondo normale, la notizia sarebbe questa. E il commento-tipo: «Che gran cuore ha chi, invece di nuotare tra i propri dollari come Paperon De’ Paperoni, si interessa a quanti hanno combattuto guerre vere in prima persona». Ma, essendoci di mezzo quel Trump che molti vedono come il demonio - a prescindere da ciò che faccia, sia, dica - è venuto fuori il pandemonio.

A molti fan Marvel scatenati sui social, la cosa non è piaciuta affatto. Anche perché, storicamente, la Marvel ha sempre avuto una posizione più «democratica» che conservatrice. Sin dall’inizio, ha creato «supereroi con superproblemi», molto diversi dagli eroi tutti d’un pezzo come Superman e Batman della Dc Comics. Negli anni Sessanta, per esempio, creò i mutanti X Men, che nel tempo divennero il simbolo della «diversità». Erano gli eroi in qualche modo «discriminati» in virtù delle loro caratteristiche genetiche. Nel 1966 toccò al personaggio di Pantera Nera, esplicitamente rivolto al pubblico black. Negli ultimi tempi, poi, la «Casa delle idee», come viene chiamata, ha fatto tantissime concessioni al politicamente corretto: c’è lo Spiderman nero ispanico, Thor donna, la supereroina musulmana Ms Marvel, Capitan America nero...

Ciò che sorprende non è che lo zoccolo duro dei compratori di fumetti «democratici» pretenda che chi pubblica quei fumetti poi direzioni il suo guadagno soltanto verso ciò che essi considerano meritevole o democratico. Ormai siamo rassegnati alla fiera delle follie. Stupisce però che perfino Variety abbia scritto: «Perlmutter ha aiutato Trump nel suo sforzo di distogliere l’attenzione dal resto del dei candidati GOP, che stavano dibattendo su Fox News nello stesso momento». Per poi continuare con un esame paranoide nel quale si rileva perfino che il sito per donare fino a giovedì mattina - udite udite - non esisteva! Che Trump abbia semplicemente iniziato la raccolta fondi giovedì non è una spiegazione plausibile, secondo loro. Perfino Forbes ha dato la notizia con stupore.

L’aspetto «politically correct» dei fumetti si vede un po’ meno nei film, che sono il vero grande mercato della Marvel negli ultimi tempi. Ciò nonostante, il fatto che Perlmutter abbia donato per i veterani a Trump indigna, stupisce, irrita. Si preferiscono le dichiarazioni su Trump rilasciate a settembre da Stan Lee, cioè il fondatore della Marvel, ideatore di gran parte dei personaggi più famosi: «Donald, ascolta, tu sei ok, ma dovresti abbassare un pochino i toni...». Era ironico, ovviamente, ma è facile pensare che un candidato con le posizioni di Trump non sarebbe esattamente la prima scelta per Lee. Non si può accettare che Perlmutter la pensi diversamente, forse anche per via delle sue origini. È un ebreo nato in Palestina nel 1942 (Israele non esisteva ancora), poi emigrato negli Usa. Nel 1967 ha servito sotto l’esercito israeliano nella guerra dei Sei giorni.

Quindi, probabilmente, è particolarmente sensibile al tema islam, ma anche a quello dei veterani. D’altronde - ed è un peccato che nessuno lo scriva - lo stesso Donald Trump è attento ai veterani da lungo tempo: «Possiedo una grande proprietà in Florida, il Mar-a-Lago Club, e quando posso, consento ai reduci della Guerra in Iraq di esservi ospitati e di usare la mia spiaggia privata e l’appartamento con vista sull’oceano. I membri del mio staff dicono anche che questi reduci che ritornano dall’Iraq senza braccia e gambe sono le persone più belle che hanno mai visto: sono orgoglioso di poterli riaccogliere in patria a Mar-a-Lago». È scritto in Pensa in grande e manda tutti al diavolo, libro che Donald ha pubblicato nel 2007, ben otto anni fa.

Ma chiunque accolga le idee di Trump, ormai, va demonizzato, anche se quelle idee aiuteranno reduci senza più gambe e braccia. Perché Trump sarebbe il demonio e il demonio si schifa sempre, senza nemmeno ascoltare ciò che ha da dire lui. O che ha fatto lui. Quanti di questi stupìti di oggi ospitano gratis reduci di guerra nelle proprie proprietà o raccolgono milioni di dollari per loro?

di Gemma Gaetani

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