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Il piano francese

L'ultimo scippo di Holland all'Italia. Così vuol anche fregarci la Libia

L'ultimo scippo di Holland all'Italia. Così vuol anche fregarci la Libia

L' Italia «ha un legame particolare con la Libia, ha assunto una sorta di leadership, come è giusto che sia», nella gestione della crisi, e «la Francia è al suo fianco nel sostegno al processo politico». Con queste parole il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, si espresso ieri a margine della riunione alla Farnesina tra lo "small group" della coalizione anti-Isis. «Credo che gli italiani si sentano molto impegnati», ha aggiunto l' inquilino del Quai d' Orsay, precisando che è «assolutamente inesatto» parlare di intervento militare francese in Siria.

A sentire il ministro Fabius, dunque, la Francia non avrebbe nessuna intenzione di mettere in discussione la leadership dell' Italia nel dossier libico, anzi, "andiamo nella stessa direzione", ha dichiarato. Ma noi che ci ricordiamo bene cosa ha fatto il "petit Napoléon" Sarkozy con i suoi Rafale, su impulso di Bernard-Henri Lévy, prendiamo con molta più cautela le frasi del capo della diplomazia francese, rispetto agli altri giornali. A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina, diceva Andreotti, e pensar male di Parigi e delle sue trame sulla Libia non è certo azzardato. Credete forse che ci siamo dimenticati quale era il principale obiettivo dell' ex presidente della Repubblica francese nel 2011, e cioè quello di sostituire Gheddafi con un governo fantoccio che favorisse le aziende petrolifere francese, Total su tutte, a discapito dell' Italia e dell' Eni, fatto accertato anche da alcuni documenti portati alla luce da una recente inchiesta del Congresso americano sui fatti di Bengasi del 2012?

Ieri, il Figaro, e non il blog di qualche giornalista improvvisato, ha raccontato in un pezzo molto informato quali sono le reali intenzioni dei francesi in Libia, che non sperano solo in un accordo politico con un governo di unità nazionale, ma stanno preparando sottobanco vere e proprie azioni militari per contenere lo Stato islamico. Il Figaro spiega che la strategia francese «passa attraverso l' attivazione di linee di difesa regionali per contenere l' avanzata jihadista: forte sostegno sul piano della sicurezza alla Tunisia, appoggio all' Egitto, attuazione dell' operazione militare "Barkhane" e cooperazione con la Nigeria e il Ciad per evitare disordini nel Sahel». Fabius, ai giornalisti, ha commentato così le rivelazioni del Figaro: «Non so che da fonti provengano». Provi a chiedere al ministero della Difesa, se Jean-Yves Le Drian non ha per caso intenzioni diverse dalle sue sulla Libia.

Mauro Zanon

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Commenti all'articolo

  • umberto2312

    04 Febbraio 2016 - 07:07

    Ammesso e non concesso che la Libia attuale sia una "risorsa,Lasciamo pure che se la prenda e portiamo sulle sue coste tutte le migliaia di migranti in arrivo.Certo dovremmo avere altre " teste" al governo ,non gli attuali burattini.

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  • zydeco

    03 Febbraio 2016 - 20:08

    Ma no, la Libia ce l'hanno gia' fregata quando e' stato abbattuto Gheddafi, con l'aiuto di Berlusconi che ha dimostrato quale fine statista sia. Per la Francia pero'.

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  • rossini1904

    03 Febbraio 2016 - 18:06

    Questo Hollande mi sembra un imbecille. Tuttavia al confronto col nostro Renzi fa la figura di Einstein. Il dramma dell'Italia è tutto qui.

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  • Oscar1954

    03 Febbraio 2016 - 17:05

    Beh con quei quattro babbei e incapaci che abbiamo al governo perché meravigliarci

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