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Il giallo in Egitto

Omicidio Regeni. Il ricatto sotto tortura: ecco cosa doveva fare

Giulio Regeni

A Il Cairo la tensione è sempre più alta dopo il ritrovamento del corpo di Giulio Regeni, il ricercatore italiano la cui salma è rientrata ieri a Roma. Tutti gli studiosi stranieri in contatto con esponenti dei sindacati e oppositori al governo di Al-Sisi stanno ricevendo una sorta di assistenza sotterranea dalle rispettive ambasciate, con l'invito di fatto a lasciare in sicurezza il Paese per evitare rischi. Ieri sono atterrati nella capitale egiziana sette investigatori italiani che hanno già presentato una lunga lista di richieste ai funzionari del ministero dell'Interno egiziano. Tra queste la possibilità di fare un sopralluogo nel posto in cui è stato ritrovato il corpo di Regeni, l'accesso alle relazioni della polizia sul ritrovamento, alla prima autopsia e al traffico telefonica e alla posizione del telefonino nelle celle della capitale nel giorno della scomparsa, come riporta il Giorno.

Sotto osservazione - Tra gli addetti ai lavori si fa sempre più convincente l'ipotesi che la sicurezza egiziana avesse "attenzionato" Giulio Regeni da ormai quattro mesi, cioè da quando il ricercatore aveva avuto i primi contatti con il sindacato egiziano, oltre che con blogger dissidenti, docenti universitari e esponenti dell'opposizione. Il fermo è avvenuto appena fuori dalla metropolitana, dove Giulio sarebbe stato arrestato come sospetto, perché straniero e giovane. Il timore della polizia egiziana era che si unisse a un gruppo di quaranta coetanei pronti a protestare in piazza Tahrir. Sotto interrogatorio, Regeni ha scoperto del suo status di "osservato speciale" e in quella circostanza sarebbe stato ricattato da chi lo interrogava, cercando di convincerlo a fare l'infiltrato. Regeni si potrebbe essere rifiutato anche in modo vigoroso, tanto da scatenare la reazione di chi lo interrogava che lo ha quindi picchiato fino alla morte.

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Commenti all'articolo

  • Janses68

    08 Febbraio 2016 - 09:09

    Dopo questo fatto spero che tutti sti ragazzini pieni di ideali la smettano di voler andare a giro a fare i difensori delle cause degli altri. Chi sia da lezione a tutti quanti. Questo e' morto, ma se fosse stato prigioniero ci sarebbe costato pure lui euro su euro .... Questi ragazzzini vanno fermati prima all'aereoporto ...come quelle due cretine che ci sono costate salato.

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  • falkrr900

    07 Febbraio 2016 - 19:07

    E poi ci domandiamo perchè quando gli immigrati vengono nel Ns. paese fanno come vogliono, e se ne fottono delle Ns. usenze e leggi,nei loro se la polizia segreta li acchiappa nella migliore delle ipotesi li tortura per qualche giorno, da noi vitto alloggio gratis, nessun controllo e totale anarchia e se ti mollano un ceffone trovano stuole di avvocati rossi e politici pronti a proteggerlo

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  • leghistamonzese

    07 Febbraio 2016 - 18:06

    Proprio come in Italia!!! Dove possono entrare tutti i BLAK BLOK del mondo a fare casino!!! Spiacente per l'accaduto ma a dire la verita se l'è cercata.

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  • rossini1904

    07 Febbraio 2016 - 17:05

    Ma quante stronzate si dicono. Massacrato addirittura per quattro giorni per aver detto no. Per essersi rifiutato di fare l'infiltrato. Ma lo avete visto, tenero e indifeso, col gattino in braccio? E che ci voleva a dire di sì e poi scapparsene ritornando in Italia? Invece ha detto no e si è fatto sottoporre ad ogni genere di tortura. Neanche James Bond!

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