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Un caso planetario

Scrive una lettera al capo: "Aiutami". Umiliata: per lei finisce in tragedia

Talia Jane

Otto dollari e cinquanta all'ora, un lavoro da centralinista e spese troppo alte per potersi permettere una vita dignitosa a San Francisco, Stati Uniti. Questa, in breve, è la storia di Talia Jane, che ha deciso di provare a cambiare la propria situazione scrivendo una lettera aperta al proprio Ceo, l'amministratore delegato della società per la quale lavorava. Il risultato? Un paio d'ore dopo è stata licenziata.

Talia, 25 anni, lavorava come centralinista per Eat24 (app che permette di ordinare pranzi e cene a domicilio) nei pressi della città californiana. Di fatto, era costretta ad impiegare l'80% dei propri guadagnai per pagare l'affitto dell'unica casa adatta alle sue finanze, una casa che si trovava a 50 chilometri dal luogo di lavoro. Impossibilitata a pagarsi un abbonamento ai mezzi, ogni giorno doveva comprare un biglietto da 11 dollari per recarsi al lavoro. Dopo la pubblicazione della lettera, la mail di lavoro della ragazza è stata disattivata e lei ha informato i suoi lettori di essere stata licenziata. 

Il destinatario della lettera di accusa era Jeremy Stoppelman, ad del gruppo, che è stato costretto a rispondere alla lettera della propria dipendente, diventata virale dopo essere stata pubblicata su medium.com. L'amministratore delegato di Yelp, azienda che ha comprato Eat24 per 300 milioni di dollari, ha dovuto chiarire: "La pubblicazione della lettera non è la motivazione per cui Talia Jane è stata licenziata. Però ha ragione, i costi a San Francisco sono troppo alti e da tempo stiamo cercando di far notare questa cosa". 

Nella lettera, la donna ha reso noti dettagli agghiaccianti: "Da quando ho questo lavoro mangio solo riso. Hai appena speso 300 milioni di dollari per comprarti una app che ti porta il cibo e casa e una delle tue impiegate non ha nemmeno i soldi per fare la spesa?". Come se non bastasse, Talia ha evidenziato come un suo collega di lavoro fosse un senzatetto: ogni giorno si recava sul posto di lavoro con un borsone contenente tutti i suoi averi.

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Commenti all'articolo

  • Chry

    23 Febbraio 2016 - 08:08

    Bisognerebbe conoscere le aziende e come tratta i dipendenti, sarebbe uno strumento veritiero per sceglierle, si ridurrebbero abusi e avremo il controllo per cambiare il sistema

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  • lattaro1939

    22 Febbraio 2016 - 19:07

    Il licenziamento della ragazza è stato u un atto frettoloso in buona fede del capo,che sono certo la reintegrerá aumentandogli lo stipendio

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    • Chry

      23 Febbraio 2016 - 08:08

      Licenziata in buona Fede?? di sicuro non verrà reintegrata, e tantomeno le aumenteranno lo stipendio, altrimenti dovrebbe farlo con tutti i dipendenti, questa è la politica economica di chi sfrutta il lavoro, della disuguaglianza, al datore non frega un cazzo dei dipendenti, li sostituisce

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  • zydeco

    22 Febbraio 2016 - 17:05

    8.50 dollari all'ora e' impossibile a San Francisco dove il minimum wage e' di 10.75

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