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Omicidio al Cairo

Schiaffo dell'Egitto a Giulio Regeni: ecco come hanno liquidato il caso

Schiaffo dell'Egitto a Giulio Regeni: ecco come hanno liquidato il caso

Fa riferimento a una vendetta per motivi personali, così il ministero dell'Interno liquida il caso dell'omicidio di Giulio Regeni. Dal Cairo fanno sapere che sulla morte del giovane ricercatore italiano si evidenziano "varie possibilità, tra cui attività criminali o un desiderio di vendetta per motivi personali, soprattutto perché l'italiano aveva avuto molti legami con persone vicino a dove viveva e studiava". 

Secondo quanto riferisce l'agenzia di Stato egiziana Mena, la dichiarazione non cita alcun coinvolgimento delle forze di sicurezza nella morte di Regeni, sul cui corpo furono rilevati segni di tortura, dopo che sia il ministero dell'Interno sia quello degli Esteri del Cairo avevano smentito tale ipotesi. Il ricercatore di 28 anni, originario del Friuli-Venezia Giulia, era stato trovato morto il 3 febbraio a Giza, alla periferia del Cairo. Era scomparso al Cairo il 25 gennaio, giorno dell'anniversario della rivoluzione del 2011.

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Commenti all'articolo

  • gnola043

    26 Febbraio 2016 - 18:06

    Qualunque stato o staterello può tirare schiaffi a questa Italia governata da inetti (Renzi-Alfano-Verdini....) e pusillanimi alla Pinotti.

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  • alkhuwarizmi

    24 Febbraio 2016 - 16:04

    Chi si intromette nelle cose interne di un Paese straniero, specie un Paese Arabo, ed ha contatti (se la notizia è vera) con il "sindacato egiziano" (??) oltre che con blogger dissidenti ed esponenti dell'opposizione, dovrebbe sapere che rischia fortemente la propria personale incolumità. Per favore, non chiamatelo "ricercatore" o "studioso" etc. Non fatene un martire. Un attivista del Manifesto.

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  • alkhuwarizmi

    24 Febbraio 2016 - 16:04

    Chi si intromette nelle cose interne di un Paese straniero, specie un Paese Arabo, ed ha contatti (se la notizia è vera) con il "sindacato egiziano" (??) oltre che con blogger dissidenti ed esponenti dell'opposizione, dovrebbe sapere che rischia fortemente la propria personale incolumità. Per favore, non chiamatelo "ricercatore" o "studioso" etc. Non fatene un martire. Un attivista del Manifesto.

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