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L'esperto

Berlusconi spiato, il generale Mario Arpino: "Ecco cosa c'è dietro lo scoop". Renzi trema

Berlusconi spiato, il generale Mario Arpino:


"Più interessante è riuscire a capire bene la scelta dei tempi di pubblicazione", risponde il generale dell'Aeronautica Militare Mario Arpino ad una nostra domanda sull'attendibilità dello scoop di Wikileaks, quest'ultimo canale attendibile poiché "sinora non si è mai riscontrata alcuna alterazione nei documenti originali pubblicati". All'interrogativo sui tempi di pubblicazione, si aggiungono considerazioni sia sulla finalità del colpo giornalistico, sia sulle eventuali conseguenze che esso potrebbe avere sui rapporti fra Washington e Roma, in particolare, in un momento in cui Sigonella è base per operazioni militari fuori dal "cappello" Onu.

Il Governo italiano intercettato: cosa c'entrava, secondo lei, Berlusconi con la sicurezza nazionale Usa? 
"La Sicurezza Nazionale non ha né amici, né nemici. Semplicemente vigila, cosa che è un diritto-dovere di ogni Stato sovrano. Certo, può non essere carino, ma, come dice il proverbio, …dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io. Lo facciamo anche noi. Lo spero, a meno che il virus dell'insanità democratica a tutti i costi non ci abbia già obnubilato del tutto. E poi, Berlusconi non era l'amico di Putin? Le grane per il Muos non erano già cominciate? Gli accordi per le basi Usa non sono controfirmati a livello di Vertici? Non abbiamo arrestato noi gli 007 americani che avevano catturato l'imam di via Jenner, poi processati e graziati dal presidente Mattarella? Non siamo noi più amici dei palestinesi di Hamas che degli israeliani? Ce n'è, e ne avanza…". 
Lo scoop di Wikileaks è, a suo avviso, attendibile? 
"Wikileaks è sempre attendibile, in quanto sinora non si è mai riscontrata alcuna alterazione nei documenti originali pubblicati. Tuttavia, in questo caso, lo scoop non sembra essere di Wikileaks, che si è limitato a fornire la materia prima. Ricordiamo che ci sono di mezzo Repubblica e l'Espresso, creature debenedettiane. Più interessante, quindi, è riuscire a capire bene la scelta dei tempi di pubblicazione". 
Fra gli argomenti delle intercettazione, c'è il riavvicinamento fra Israele e gli Stati Uniti proposto da Berlusconi. In apparenza, almeno, una cosa positiva. Ripetiamo la domanda: cosa c'entra con la sicurezza nazionale Usa? 
"Il riavvicinamento di Usa e Israele, pur tra alterne vicende, è già in atto. Evento, questo, che serve senz’altro a evitare il “decoupling” degli interessi degli Usa dall’area Europa-Medioriente. Fare accordi con l’Iran, come ha fatto l’America con l’ondivaga politica estera di Obama, ha valenza assai diversa se, parallelamente, viene mantenuto a livello accettabile il rapporto con Israele. E, questo, con la Sicurezza Nazionale Usa c’entra, eccome! Quando si parla di questa parte del mondo, non vi è dubbio che la visione strategica di qualsiasi governo italiano (quello di Berlusconi compreso), sia più attendibile di quella di Obama, che con i suoi consiglieri ci osserva da molto lontano. Un orecchio “vicino” può, quindi, essere molto utile…". 
Dopo il crollo della I Repubblica, vere o presunte ingerenze d'Oltreoceano nella nostra politica sono state pane quotidiano per la stampa. Tra i nostri servizi e quelli americani c'è (o c'è stata) cooperazione o diffidenza? 
"Tra tutti i Servizi del mondo ci sono state sempre entrambi gli atteggiamenti: collaborazione e diffidenza. Quelli Usa ed i nostri non fanno certo eccezione, anche se la collaborazione in certi periodi storici può essere più o meno accentuata. E’ noto, ad esempio, che gli Usa sono stati a lungo – considerato l’ampio dispiego di mezzi elettronici – i principali provider della Nato diintelligence operativa. Poi qualcosa si è guastato, almeno con l’Italia. Dobbiamo ricordare che alcuni di questi rapporti tra Servizi collegati sono esclusivamente bilaterali, basati sulla fiducia e la reciprocità negli scambi. Ma, negli ultimi anni, eventi come Muos, imam di Milano e caso Sgrena non sono certo serviti ad alimentare questa fiducia…". 
Quali potrebbero essere le ripercussioni dello scoop sui rapporti fra Roma e Washington, in particolare nel momento in cui l'Usaaf decolla da Sigonella? 
"Qui, appunto, va ricercato il cui prodest della tempistica di divulgazione. Le ipotesi possono essere molte, ed alcune anche molto spregiudicate. Più che un siluro contro Berlusconi (che ormai, anche in vista di elezioni, non ha molto da perdere). Potrebbe essere un test per il comportamento del governo Renzi, che si sete obbligato (e doverosamente lo farà, ma obtorto collo) a fare le rimostranze. Cosa non facile, nell'attuale situazione interna del Partito Democratico e nell’attuale momento di calo di consenso. Da gran maestro di retorica, saprà certamente equilibrare toni e modi, in modo da accontentare tutti e non dispiacere a nessuno. Ed ecco che, se sbaglia qualcosa, il test si trasforma subito in siluro". 
A pensar male si fa peccato, diceva qualcuno. Perché rendere note tali informazioni solo dopo cinque anni e in un momento in cui Washington si impegna sul teatro libico... da Sigonella? 
"Il discorso rientra nel cui prodest che abbiamo appena cercato di valutare. Personalmente, ritengo l’opzione Libia abbastanza marginale, almeno in termini di obiettivo dello scoop. Su questo, il nostro governo mi sembra abbastanza cauto, anche se il momento di decidere si avvicina. L’obiettivo principale, invece, potrebbe essere quello di creare i presupposti perché l’accordo Italia-Usa sulle basi, quell’"accordo ombrello” sottoscritto nel lontano 1954 dal nostro Pella e dall’ambasciatore Usa Clara Booth Luce, venga rimesso in discussione. Questo, in Italia, è un mestiere che da sempre caratterizza le sinistre unite. Chi ha pubblicato i testi di Wikileaks? La Repubblica e l’Espresso. Absiti iniuria verbis, si tratta solo di una modestissima ipotesi. Una delle tante…".


di Marco Petrelli 
@marco_petrelli

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Commenti all'articolo

  • Karl Oscar

    26 Febbraio 2016 - 14:02

    Stati Uniti,Francia,Germania,Inghilterra sarebbero i nostri alleati!!! Meglio cambiare amicizie

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    • cane sciolto

      26 Febbraio 2016 - 23:11

      Come non condividere!

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  • bettely1313

    26 Febbraio 2016 - 11:11

    il pensiero del generale mica l'ho capito tanto. Forse Berlusconi veniva spiato per la sua amicizia con Putin. Amicizia ritenuta probabilmente pericolosa dagli Usa, visto che l'Italia di fatto se l'è pappata l'America. Chissà paura di rapporti Russia-Italia più consolidati quindi una politica più sfavorevole per gli Usa. Poi c'era Gheddafi che a quanto pare dava fastidio agli Usa e alla Francia

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  • jack1

    26 Febbraio 2016 - 10:10

    imahfu ancora giro a sparar cazzate .... non sei ancora stato catturato dalla vergogna ??' ah già ne siete sprovvisti .. Non leggere questi articoli non sono alla tua portata ...

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  • imahfu

    25 Febbraio 2016 - 11:11

    Testodoire il vero non ha l'aria di trenare na di fottersene di qu,ello che dite.

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    • bocciatore

      26 Febbraio 2016 - 17:05

      Imahfu, non commentare se sei ubriaco o se ti sei appena fatto una canna, già non ti sai spiegare quando sei sobrio, evita le figuracce.

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