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Prime ammissioni

Regeni, la confessione horror dell'Egitto: "Cosa gli abbiamo fatto per sette giorni"

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Giulio Regeni,  ora l'Egitto confessa: tutta la verità sulla sua morte

Prime ammissioni delle autorità egiziane sulla morte di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso al Cairo: il ragazzo è stato interrogato per sette giorni prima di essere ucciso. Lo conferma Hisham Abdel Hamid, direttore del Dipartimento di Medicina legale egiziano che è intervenuto nell'ufficio del procuratore Ahmad Naji la scorsa settimana per chiarire alcuni punti dell'autopsia condotta in Egitto.

A raccontarlo sono due fonti della procura egiziana a Reuters. "Hamid ha confermato al procuratore che le ferite sul corpo del ricercatore italiano sono state effettuate a diversi intervalli ogni 10-14 ore per sette giorni. Questo significa che chi lo ha ucciso lo interrogava per ottenere informazioni", ha spiegato la fonte.

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