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Decisione a sorpresa

Putin ritira le truppe russe dalla Siria: "Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi"

Putin ritira le truppe russe dalla Siria:

Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato l'inizio del ritiro della maggior parte delle forze militari dispiegate in Siria da domani, nell'auspicio che questo fornisca "un segnale positivo" per tutte le parti coinvolte nel conflitto e aumenti il livello di fiducia di tutti i partecipanti al processo di pace. Putin ha anche detto di ritenere che la missione delle forze armate e del ministero della difesa in Siria sia completata. Il presidente russo ha parlato con il presidente siriano Bashar al Assad e lo ha informato della decisione russa di iniziare il ritiro, ha spiegato il portavoce Dmitry Peskov, citato dall'agenzia di stampa Interfax.

Restano le basi militari - Putin ha quindi precisato che le unità militari basate a Tartus, presso la base aerea di Hmemim, continueranno a operare come prima (dell'inizio dell'intervento, ndr). L'annuncio del presidente  russo coincide con l'inizio dei colloqui di pace di Ginevra e arriva dopo cinque mesi e mezzo dall'inizio dell'intervento militare di Mosca in Siria. Il presidente russo, che ha spiegato l'inizio del ritiro proprio per facilitare lo svolgimento dei colloqui di Ginevra, ha dato istruzioni al ministero degli esteri di intensificare il coinvolgimento russo nell'organizzazione del processo di pace.

"Abbiamo raggiunto gli obiettivi" - "Gli obiettivi che erano stati predisposti dal ministero della difesa sono stati in larga misura raggiunti", ha affermato Putin, in un incontro oggi con i suoi ministri degli esteri, Sergei Lavrov, e della difesa, Sergei Shoigu. Lo scorso settembre, il presidente russo aveva chiesto al Consiglio della federazione l'autorizzazione all'impiego della forza militare in Siria su richiesta di Assad contro la minaccia crescente dell'Is. Il presidente russo ha lodato "la professionalità, lo spirito di corpo e la capacità di organizzare operazioni di combattimento lontano dalla Russia, in un teatro di guerra non confinante con la Russia", dei militari. Lavrov ha rivendicato che l'operazione militare russa "ha creato le condizioni" per l'avvio di un processo politico in Siria. Mentre Shoigu ha assicurato che nei raid sono stati uccisi duemila jihadisti provenienti dalla Russia, inclusi 17 comandanti, distrutti 200 siti per l'estrazione e il raffinamento di petrolio sotto il controllo dell'Is. Grazie all'intervento militare russo sono state inoltre liberate 400 zone abitate, l'equivalente di 10mila chilometri quadrati di territorio.

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Commenti all'articolo

  • aaronrod

    15 Marzo 2016 - 00:12

    Mah, di sicuro non scappano i russi. Se volessero fanno scomparire un bel po di nazioni, compresi i dementi con le bandiere nere. Lo possono fare addirittura senza metter piede a terra. In un secondo quelle carriole di toyota sarebbero grandi quanto una lattina di pepsi.

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  • scorpione2

    14 Marzo 2016 - 22:10

    per forza ha annientato gli oppositori di assad, isis e' sconfitta evviva il prode putin.

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  • Balamata

    14 Marzo 2016 - 21:09

    Cecchini hai stufato con le tue cazzate

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