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A L'Aja

Marò, la svolta imprevista: l'India apre sul ritorno di Girone in Italia

Marò, la svolta imprevista: l'India apre sul ritorno di Girone in Italia

Possibile svolta nel caso marò: l'India ha aperto ufficialmente alla possibilità che Salvatore Girone rientri in Italia in tempi brevi, forse già entro un mese. Giovedì a L'Aja, dov'è in corso l'arbitrato internazionale che entro quattro anni dovrà decidere dove si terrà il processo a carico dei due fucilieri italiani, gli avvocati di parte indiana hanno chiaro ai giudici che Nuova Delhi ha bisogno della "assicurazione che sia garantita la presenza di Girone" in India nel caso il tribunale decida che lì si terrà il processo. Una sfumatura non da poco: in pratica, Girone potrebbe tornare in patria in attesa del verdetto arbitrale dietro la promessa di farlo tornare in India quando il processo inizierà davvero. 

La cautela del governo - Girone e Massimiliano Latorre (già in Italia per motivi di salute) sono accusati di aver ucciso due pescatori indiani nel corso di un'operazione anti-pirateria il 15 febbraio 2012. La parola definitiva sull'eventuale rientro la metteranno i giudici dell'Aja, e anche per questo il rappresentante del governo italiano Francesco Azzarello ha commentato con cautela.

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Commenti all'articolo

  • seve

    02 Maggio 2016 - 13:01

    Io porto rispetto alle divise dei militari ,un po' meno rispetto alle divise degli ufficiali e sott'ufficiali ,dal tenente colonnello in su porto meno rispetto e dal sergentemaggiore in su anche. CAPITO?

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  • cane sciolto

    02 Aprile 2016 - 01:01

    Grazie ai vari vertici della Politica dal primo all'ultimo del Governo Monti e chi lo ha appoggiato, inoltre i vertici della Marina Militare di cui mi sono perso l'allora Ammiraglio che fine ha fatto pare che non si sente più, ecco in che mani stavano, gli Indiani te li avevano mandati a casa e tutti sti DxxxxxxxxxI di politici e vertici della MM glie li hanno rimandati, allucinante e vergognosa.

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  • elio_56it

    01 Aprile 2016 - 19:07

    porta rispetto alle divise che indossano .durante la guerra ci sono decine di migliaiadi uomini che per la divisa si sono sacrificati e per una nazione. e per la liberta che stai godendo tu adesso

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    • Pinkalikoi

      02 Aprile 2016 - 02:02

      Veramente la grande maggioranza dei militari che hanno combattuto le ultime due guerre non lo hanno fatto in nome della democrazia, e le libertà di cui godiamo adesso, tante o poche che siano, sono arrivate con le armi di eserciti "nemici".

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