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Censura

L'Ayatollah contro Liberoquotidiano.it: così boicottano il nostro sito in Iran

L'Ayatollah contro Liberoquotidiano.it: così boicottano il nostro sito in Iran

In mattinata, Italia e Iran hanno siglato sette accordi tra energia, turismo e industria tecnologica. Ma nonostante le intese, non tutto ciò che è italiano è "libero" - in tutti i sensi - nell'antica Persia. La notizia viene rilanciata dall'inviata dell'agenzia stampa Lapresse a Teheran, che dà conto di quali siano i siti internet oscurati nella terra degli Ayatollah. Oltre ai "canonici" Twitter, Facebook e Instagram, si scopre che ci siamo anche noi di Libero: liberoquotidiano.it, in Iran, risulta inaccessibile. Non siamo i soli, però: tra gli altri siti censurati dal regime ecco quello de Il Foglio, l'Huffinngton Post e La Stampa. Curioso il fatto che, al contrario, siano consultabili sia il sito ufficiale della Santa sede così come quello di Reporters sans frontières, due entità tecnicamente "ostili" all'Iran. Infine, una curiosità: anche il sito della Bbc, a Teheran, non si può cliccare.

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Commenti all'articolo

  • TOMMA

    13 Aprile 2016 - 08:08

    Stiamo vendendoci i genitori per andare alla gita degli orfani.

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  • TOMMA

    12 Aprile 2016 - 19:07

    Capisco che a voi dispiaccia. Personalmente, da questo, mi sento onorato.

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  • Chry

    12 Aprile 2016 - 19:07

    con le sue pubblucazioni di culi, patonze e cani che inchiappettono gatti Libero si stupisce pure...

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  • primus

    12 Aprile 2016 - 19:07

    Grande visibilità invece per la visita del lecca lecca cicciobello italico che elogia tutto quello che è iraniano....pure le lapidazioni delle adultere nelle pubbliche piazze, gande cialtrone !!!

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