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Pasticcio a Lesbo

Due migranti contro Papa Francesco: l'accusa più grave (e clamorosa)

Due migranti contro Papa Francesco: l'accusa più grave (e clamorosa)

Dovevano arrivare in Italia, insieme al Papa. Era la fine di un incubo, mesi e mesi a sfuggire alla morte incalzati dalle truppe dell' orrore dell' Isis. Il loro destino era segnato: essendo cristiani, in Siria, dovevano scegliere di fuggire o di affrontare la morte, se non qualcosa di peggio. Roula e Malek Abo sono fuggiti, sono arrivati a Lesbo, l' isola greca ultima frontiera dei disperati in fuga dalle terre distrutte del Medio Oriente.

Un nuovo inferno, il campo dei profughi. E nuova speranza: il Papa arriva in visita proprio a Lesbo e si diffonde la notizia: porterà con sé alcune famiglie. Roula e Malek sono nella lista dei 12 fortunati, prescelti, del resto sono cristiani, hanno subito tante sofferenze, la salvezza è a un passo... Invece, nulla. Una nuova beffa del destino. Rimangono sull' isola, altri andranno al posto loro. Perché non hanno fatto in tempo a registrare la loro posizione. Un'altra storia amara che arriva da Lesbo, legata alla recente visita papale. La racconta il quotidiano inglese Daily Mail, che appunto ha incontrato i due fratelli siriani e raccolto il loro sfogo, la loro delusione per come si è conclusa, per loro, la visita papale. A Roula e Abo, dunque, era stata promessa una nuova vita in Italia, ma poi gli hanno detto che non sarebbero potuti salire su quell' aereo. «Se hanno potuto portare via 12 persone», dichiarano al giornale che li ha incontrati, «possono farlo anche per altre persone». I due fratelli hanno spiegato che il giorno prima dell' arrivo del Papa a Lesbo due volontari si sono avvicinati e «ci hanno comunicato che ci avrebbero portato in Italia, di fare le valigie perché sarebbero tornati l' indomani». Solo che il giorno successivo alla coppia è stato detto che il loro posto era stato preso da un' altra famiglia, musulmana.

Il motivo ufficiale è che i due cristiani sono arrivati a Lesbo alcuni giorni dopo la firma dell' accordo tra Ue e Turchia, accordo che di fatto blocca, o comunque filtra molto le partenze dei profughi. «Siamo rimasti molto delusi», ammettono Roula e Malek, «ma siamo felici per le famiglie che sono riuscite a lasciare l' isola, naturalmente». Poi raccontano la loro fuga, le sofferenze che l' hanno resa necessaria: «Hanno ucciso i cristiani a Raqqa, così abbiamo dovuto lasciare la nostra casa». Ora la loro domanda di asilo è ancora in fase di verifica e quindi i due fratelli sono in attesa di sapere se saranno rimandati in Turchia e se il loro destino è ancora la fuga, la peregrinazione, l' incertezza.

Il Papa, nel volo di ritorno da Lesbo, aveva voluto spiegare che la scelta dei profughi da portare in Italia, tutti musulmani, era stata in qualche modo forzata perché per una famiglia cristiana, originariamente sulla lista, c' erano stati problemi di permessi... Intanto, per i dodici fortunati arrivati a Roma e accolti dalla Comunità di Sant' Egidio, è davvero cominciata una nuova vita, per la quale hanno espresso tutta la loro gioia. «È stata una sensazione incredibile \ perché questo era il nostro grande sogno», ha dichiarato Hasan, 31 anni, progettista di giardini, fuggito dopo che il regime siriano ha cercato di farlo arruolare nell' esercito. Ora è a Roma con il figlio Riad, di due anni, e la moglie, Nour, in un appartamento tutto per loro. Ma a 1.200 miglia di distanza nel campo di fortuna di Lesbo, nel caldo soffocante, tra i ratti, i serpenti e i rifiuti, queste parole forse sembrano delle stilettate.

Comunque, Malek e Roula non vogliono abbandonare la speranza: per oloro, ora il sogno è la Germania, dove vive la loro mamma.
Per i cristiani perseguitati in Iraq, in Siria, in tutta la regione, la tragedia si fa ogni giorno più incalzante. E nella tragedia un' altra tragedia: quella degli armeni cristiani. Il destino vuole che proprio in questi giorni, in cui si celebra il genocidio del 1915 perpetrato in Turchia proprio contro il popolo armeno (oggi ricorre appunto il 101 centenario del massacro), gli armeni cristiani tornino ad essere oggetto di persecuzione e di massacri, in quella Siria dove gli antenati avevano trovato rifugio, e i loro luoghi della memoria sono stati devastati. Come la Chiesa dei Martiri Armeni a Deir ez-Zor, nella Siria orientale, rasa al suolo dall' Isis. Prima della guerra gli armeni di Siria erano più di 150 mila, la maggior parte viveva ad Aleppo. La comunità armena ha pagato un prezzo alto per il conflitto: almeno 1.000 le vittime e la maggioranza dei sopravvissuti in fuga. Ancora una volta.

di Caterina Maniaci

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Commenti all'articolo

  • carlex

    26 Aprile 2016 - 06:06

    nick2 : ti ci ha mai mandato nessuno a... bene ti ci mando io cordialmente! Ti invito inoltre a scendere dal tuo trono di saccenza giudicante e mistificatrice... e a cambiare giornale per i tuoi post al quanto scarsi di contenuto o novita' ma sempre a senso unico... Se non ti sta bene Libero e i suoi commentator, sistemati altrove ti troverai meglio e di sicuro in buona compagni-a..

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  • ilpensatorevero

    26 Aprile 2016 - 00:12

    Mi permetto "umilmente e sommessamente" di sottolineare alcune cose: 1 il titolo dell'articolo è pateticamente sensazionalistico "il papa preferisce i musulmani" buu... ecc. 2 difatti l'articolo afferma che la famiglia cristiana non è stata imbarcata per problemi burocratici sui permessi, quindi evitate inutili ipotesi discriminatorie. 3 questo papa ha donato 1 MILIONE di euro per i cristiani perseguitati in Iraq, mica poco ma ovviamente per lo scrittore dell'articolo non conta niente... http://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/attualita/papa-francesco-dona-1-milione-di-dollari-per-i-cristiani-e-le-altre-minoranze-dell-iraq-31575#.Vx6ePxmpWBY

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  • zanzaratigre

    zanzaratigre

    25 Aprile 2016 - 15:03

    Mentre Stan Laurel faceva ridere, il suo sosia Francesco fa piangere!

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  • nick2

    25 Aprile 2016 - 15:03

    Poveri bananas dalle menti semplici, prima fedeli sudditi del pregiudicato di Arcore, ora dopo il processo di deberlusconizzazione, affascinati e rapiti dagli omofobi canti delle sirene Salvini e Meloni. Leggendo i vostri post devo constatare che il vostro vecchio statista sbagliava nel giudicarvi: ragionate come bambini dell’asilo, altro che dodicenni che nemmeno siedono tra i primi banchi…

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