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Donald sbaraglia la concorrenza

Il trionfo di Trump, è lui il candidato. La sfida: "Ecco chi sarà il mio vice"

Donald Trump

“I won”, ho vinto. Stavolta è vero. Donald Trump ha raggiunto il numero di delegati necessari per ottenere la nomination repubblicana e, essendo l’ultimo candidato in gara, la sua candidatura per la Casa Bianca è praticamente assicurata. Per strappare la nomination alla convention di luglio servono almeno 1237 delegati. Trump ne ha già 1238, spiegano i media statunitensi. A far pesare il piatto della bilancia in favore del miliardario sono stati 88 delegati “unpledged”, cioè svincolati dai risultati delle primarie, che hanno deciso di sostenerlo, aggiungendosi ai 1150 delegati che il tycoon haveva già conquistato durante le primarie.

La nomina - Formalmente, sarà comunque la convention di Cleveland a luglio a scegliere il candidato dei repubblicani per la Casa Bianca. Ma, dopo il ritiro degli altri candidati Trump è rimasto l’ultimo repubblicano in corsa. In più, il 7 giugno verranno assegnati gli ultimi 303 delegati per il Gop in California, Montana, New Jersey, New Mexico e South Dakota. Trump sarà quindi in grado di presentarsi alla convention del suo partito con una vittoria di ampio margine alle primarie. Infatti da solo il miliardario ha più delegati di tutti gli altri concorrenti messi insieme.

I festeggiamenti - La conferma arriva dallo stesso candidato, in una conferenza stampa a Bismarck, in Nord Dakota: “La gente che sta dietro di me ci ha permesso di superare la soglia”. Poi Trump ha annunciato che, se dovesse vincere le elezioni, probabilmente nominerà “un vice donna o appartenente alle minoranze”.

I democratici - La campagna presidenziale si preannuncia quindi già stabilita dal momento che, anche sul fronte democratico, Hillary Clinton ha quasi raggiunto la soglia minima per strappare la nomination: 2305 su 2383, grazie al contributo di 537 super-delegati. Nel frattempo il presidente uscente, Barack Obama si dice molto preoccupato per la vittoria del repubblicano: “Trump? Ignorante e sprezzante” ha commentato durante la conferenza stampa del G7 in Giappone, precisando che molti leader del mondo si sono definiti preoccupati che Trump possa realmente diventare il prossimo Presidente Usa.

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Commenti all'articolo

  • ernesto1943

    27 Maggio 2016 - 14:02

    secondo voi se Trump verrà eletto presidente, i grandi del mondo che oggi storcono il nasino in segno di disprezzo,quale parte intima andranno a leccargli.

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  • er sola

    27 Maggio 2016 - 08:08

    Forse i leader del mondo, quello sano, sarebbero più preoccupati dovesse vincere un'altro nero o una come la clinton.

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  • bigfatmax

    27 Maggio 2016 - 00:12

    L'ultimo grande presidente degli USA è stato (prima dell'elezione) Ronald Reagan. Le sue politiche economiche veramente liberiste hanno consentito la ripartenza di una economia bloccata. La sua politica estera è stata la più pacifica che si ricordi (e lo chiamavano il cow boy). Adesso con Trump gli USA avranno la stessa opportunità, una volta svincolati dai poteri finanziari che tengono per le pa

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