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Elezioni Usa

La prima candidata donna alla Casa Bianca della storia. Il trionfo di Hillary e l'ira di Sanders

Hillary Clinton

Hillary Clinton è ufficialmente la prima donna ad aver conquistato la nomination per partecipare alle elezioni generali di novembre per la Casa Bianca. A poche ore dal penultimo giorno di primarie, che si concluderanno il 14 giugno, l’ex first lady ha raggiunto quota 2383 delegati, il minimo necessario per ottenere la nomination nella convention di Filadelfia di fine luglio. Decisivo l’appoggio di 571 superdelegati, esponenti del Partito Democratico che siedono di diritto alla convention e possono scegliere liberamente quale candidato sotenere indipendentemente dai risultati del voto, che si sono uniti ai 1812 delegati che Clinton ha conquistato in questi mesi di primarie. A diffondere il dato è stata l’Associated Press. "E' un momento storico senza precedenti", ha esultato la candidata nell’apprendere la notizia.

L'opposizione di Sanders - Furioso, al contrario, il senatore del Vermont Bernie Sanders che da mesi chiede di aspettare la fine delle primarie per la conta dei super delegati, in modo da non influenzare il voto. Infatti, senza contare i superdelegati, che si sono schierati nella stragrande maggioranza per Hillary, il divario tra i due candidati democratici si riduce a 300 delegati (comunque il conteggio è in favore di Clinton: lei ha sia più delegati, che superdelegati che volti in termini assoluti). Divario che, a quanto pare, il senatore autodefinitosi socialista, spera di recuperare nelle votazioni di stasera che si terranno in California, Montana, New Jersey, New Mexico, North Dakota e South Dakota. In totale, tra le primarie di oggi e le ultime che si terranno tra una settimana nel Distretto di Columbia, ci sono ancora in palio per i democratici 851 delegati. Ma a Sanders ne mancano 814 per raggiungere quota 2383, necessaria a ottenere la nomination. Insomma, ci vorrebbe un miracolo.

L'intervento di Obama - Il rifiuto di Sanders di accettare i dati diffusi dall’AP e la sua determinazione di Sanders a proseguire la campagna fino all’ultimo hanno spinto il presidente Barack Obama a scendere direttamente in campo, facendo pressione sul senatore del Vermont perché si “faccia da parte per il bene del partito democratico e dell’intero Paese”. In pratica, per permettere alla Clinton di concentrare tutti i suoi sforzi nei prossimi 5 mesi contro l'avversario repubblicano Donald Trump.

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Commenti all'articolo

  • saritaboni

    07 Giugno 2016 - 15:03

    Quanta fretta! L'associated press avrebbe potuto aspettare ad annunciare che la"" old bag Hillary"" ha raggiunto la nomination. I superdelegati possono cambiare idea fino al giorno della convention e tra i 6 stati che ancora devono esprimersi la California e' il boccone piu' grosso.

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