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Guerriglia urbana

"Hooligans? No, sono militari segreti". Euro 2016, terrificante accusa a Putin

Marsiglia Euro2016

Dall’inizio degli Europei, in Francia hanno risuonato più i clamori della guerriglia urbana che del tifo da stadio. Sommosse, risse, accoltellamenti, feriti. E l’inferno per le strade di Marsiglia, Lione, Lille. Orde di ultrà hanno invaso la Francia, trasformando le sue vie in un teatro di scontri violenti e sanguinosi. E c’è già chi solleva il dubbio: siamo sicuri quei 150 “tifosi” russi che si muovevano per le vie come un solo uomo, perfettamente equipaggiate e addestrate al combattimento fossero dei semplici hooligans? Possibile che siano riusciti a mettere a ferro e fuoco Marsiglia senza che la polizia riuscisse a catturarne nemmeno uno? Al procuratore della città francese, scrive il Corriere della Sera, sono sembrati “molto ben addestrati, preparati per azioni ultraviolente e ultrarapide”.

C’è anche chi fa un ulteriore passo avanti, tirando un parallelismo con i gruppi di militari perfettamente addestrati e con uniformi senza mostrine che a fine di febbraio 2014 comparvero all’improvviso in Crimea per affiancare i miliziani locali impegnati contro le truppe regolari ucraine. A urlare al lupo, anzi all’orso, sono le Repubbliche Baltiche ex sovietiche e la Polonia che, dalla crisi ucraina, temono di essere i prossimi obiettivi sulla lista di conquiste del Cremlino e ipotizzano scenari di guerra asimmetrica, con l’uso di mezzi non convenzionali da parte dell’ingombrante vicino per portare a termine un’aggressione. Sono loro ad azzardare l’ipotesi che quei militari senza mostrine siano stati riciclati in veste di tifosi-picchiatori dal Cremlino, addossando dunque la responsabilità di quanto è accaduto, senza spiegarne bene le ragioni, al governo di Vladimir Putin. 

Senza dubbio gli ultrà russi a Marsiglia erano violenti e si muovevano come se fossero abituati a questo tipo di azioni. Tuttavia, bisogna anche tenere in considerazione che gli estremisti violenti sono una piaga che affligge il calcio russo da anni, come ha rimarcato più volte la Federcalcio, spaventata in vista dei Mondiali 2018 che si terranno proprio in Russia. I sanguinosi scontri dei fan dello Spartak e della Cska di Mosca con i rivali dello Zenit di San Pietroburgo sono frequenti e assai gravi. D’altro canto, da Mosca, sono arrivate reazioni contrasti agli eventi di Marsiglia. Da una parte, Igor Lebedev, vicepresidente del Parlamento e membro del Comitato esecutivo della Federcalcio, non ha visto “nulla di sbagliato nelle loro azioni, anzi” e ha detto: “Bisogna sostenere i nostri tifosi che sono stati provocati”, concludendo con un “Ben fatto ragazzi!”. Dall’altra, c’è il giudizio, completamente opposto, di Vitalij Mutko, ministro dello Sport e presidente della Federcalcio: “Oltre ai fan c’erano persone che non si trovavano lì per il calcio. Dobbiamo identificarli così che non possano più andare da nessuna parte... Questa gente disonora il Paese”.

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Commenti all'articolo

  • Xavier2

    15 Giugno 2016 - 10:10

    Ma è pensabile che la Russia sprechi dei propri militari per innescare dei semplici scontri da stadio con la certezza di vederli arrestati in un paese straniero? Ma c'è proporzione tra il risultato ottenuto - qualche tafferuglio -- e il rischio di perdere i propri soldati, che verrebbero imprigionati, e soprattutto la faccia e le buone relazioni con l'Occidente che Putin tiene a ricostruire?

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  • Chry

    15 Giugno 2016 - 02:02

    Bastardi russi

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  • cane sciolto

    14 Giugno 2016 - 23:11

    Allucinante e fantascienza allo stato puro che i tifosi Russi erano soldati travestiti, queste barzellette si raccontavano una volta cioè nella notte di Natale.

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