Cerca

Verso il referendum

Brexit, ora si teme l'effetto domino. Chi si prepara a uscire dall'Europa

Brexit, ora si teme l'effetto domino. Chi si prepara a uscire dall'Europa

Per ora la battaglia referendaria in corso nel Regno Unito non ha bloccato il processo di allargamento dell' Unione Europea. È vero che l' Islanda il 12 marzo 2015 ha ritirato la domanda di adesione che aveva presentato nel 2009, ma lì era stata più che altro la crisi a tentare l' isola a provare un percorso europeo di cui si è subito pentita non appena l' economia si è ristabilita. Sono però in corso i negoziati di adesione di Turchia, Macedonia, Montenegro, Serbia e Albania, anche se in particolare l' adesione di Ankara appare problematica. E si sa che spingono per essere ammessi al club anche Bosnia-Erzegovina e Kosovo: per non parlare dell' Ucraina, le cui possibilità sono però nulle fino a quando non sarà stata riportata la stabilità. Anche la Svizzera aveva però in corso una domanda formale di adesione. Non all' Unione Europea ma alla precedente Comunità Economica Europea, visto che risale a 22 anni fa. Ma giusto ieri sull' impressione di quel che sta accadendo Oltremanica il Consiglio degli Stati, camera alta elvetica, ha deciso il ritiro ufficiale, con 27 voti contro 13 e 2 astensioni, e approvando una mozione che la destra dell' Udc-Svp aveva già fatto approvare alla camera bassa del Consiglio Nazionale, con 126 voti contro 46 e 18 astensioni. Un atto platonico e dunque secondo i suoi avversari inutile.

«Inutile gettare benzina sul fuoco in un momento in cui le nostre relazioni con Bruxelles sono tese», ha detto il socialista Didier Berberat. Ma i sostenitori hanno invece insistito sull' opportunità di inviare un segnale chiaro al popolo, nella sua maggioranza contrario ad un' adesione. 

È possibile che da Londra e Berna inizi ora un effetto domino? È stato lo stesso ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble a paventarlo, in un' intervista allo Spiegel. E proprio lui si è chiesto: «Come reagirebbero per esempio i Paesi Bassi, che sono tradizionalmente molto legati al Regno Unito»? La perdita del Pil olandese entro il 2030, in caso di uscita britannica dall' Ue, potrebbe essere di 10 miliardi di euro. Il governo dell' Aja è preoccupato, anche perché a aprile un chiaro segnale di insofferenza anti-Ue si è avuto con il referendum che ha visto un 60% di no all' accordo di associazione dell' Ucraina con l' Ue. È vero che ha votato solo il 30%, ma comunque quella quota minima è bastata a rendere la consultazione valida.

Anche nella Repubblica Ceca il sentimento anti-Ue sta montando, e i primo ministro Bohuslav Sobotka ha avvertito che se i britannici se ne vanno è quasi sicuro entro qualche anno un referendum anche da loro. Il bello è che secondo un' analisi dell' Eurobarometro i britannici sono appena al settimo posto in questo momento nella classifica di ostilità all' Ue tra i cittadini europei: li precedono, nell' ordine, greci, ciprioti, austriaci, gli stesso cechi, i francesi e i tedeschi. E già questa graduatoria dà l' idea di quelli che potrebbero essere le prossime carte del castello a cadere. Il Fronte Nazionale ha in effetti promesso un referendum in Francia se vince le presidenziali del 2017, la Fpö farebbe un passo del genere in Austria se vince le politiche del 2018, e c' è timore anche per quello che potrebbe succedere in Italia nel 2018 con il Movimento Cinque Stelle. Quanto alla Finlandia, in questo momento il dibattito non è sull' uscita dall' Ue, ma dall' euro.

Ma spesso nella storia le secessioni portano contro-secessioni. Avvenne ad esempio dopo l' elezione di Lincoln negli Stati Uniti, quando la Virginia aderì alla Confederazione sudista, e allora il West Virginia fece secessione dai secessionisti per restare con l' Unione. Vicende analoghe si sono viste anche dopo la dissoluzione dell' Unione Sovietica e della Yugoslavia. E oggi l' uscita del Regno Unito dall' Unione Europea può essere per i nazionalisti scozzesi l' occasione di riprendere il discorso che con la sconfitta al referendum indipendentista del 2014 per loro non è stato abbandonato ma è solo sospeso. Anche perché in caso di Brexit in Scozia temono per il loro export di whisky (valutato in 5,2 miliardi di euro) nel mercato comune europeo.

di Maurizio Stefanini

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Piranhaottavo

    19 Giugno 2016 - 16:04

    I cittadini Europei contano solo all'atto delle elezioni dei propri rappresentanti . . dopodiché non contano più un Ca**o ! Son dell'idea che ogni Paese che vuol far parte dell'Unione Europea dovrebbe far decidere al Popolo che é sempre Sovrano e non subissarsi di tasse per pagare Banchieri ed Economisti che decidono " solo " sul Loro Portafoglio !

    Report

    Rispondi

  • Lippolino

    18 Giugno 2016 - 14:02

    Troppi poteri forti interessati . Se esce Uk , gli altri premeranno per fare altrettanto . Oggi monti in un intervista alla stampa attacca Cameron premier inglese . Non gli basta essere stato un piccolo esecutore degli ordini di Bruxelles , messo da Napolitano in spregio ad ogni regola democratica . Cameron governa ( bene ) un paese che marcia a più 3,5 di pil all anno da 5/7 anni. Monti burocrate da 1,5 milioni di euro all anno in un Italia con 12 per cento di disoccupati e -2 per cento di pil . Non esiste vergogna in questi personaggi squallidi . Giusto la stampa poteva chiedere il suo parere . Fortunatamente ce ne siamo dimenticati in fretta

    Report

    Rispondi

  • zefleone

    17 Giugno 2016 - 09:09

    Non giudico l'uscita, ma quello che sconcerta è vedere i politici europei non esprimere la loro seria opinione senza minacciare un paese nelle sue scelte, vedi 4 ruote nazista e culona nazista. Possibile che nessuno di questi piccoli miserabili politici non abbiano avuto il coraggio di fare un esame di coscienza per capire tutto questo malessere di questo carrozzone? Un giorno qualcuno uscirà.

    Report

    Rispondi

  • nick2

    17 Giugno 2016 - 01:01

    La Gran Bretagna non uscirà dalla UE. I loro sondaggi sono peggio dei nostri perché fatti quasi esclusiva mente online (più economici) ed è normale che vi partecipino in maggior numero i favorevoli ad un cambiamento. Vinceranno i remain 55 a 45 e il sogno dei poveri trogloditi e semianalfabeti bananas di cacciare gli extracomunitari e di allearsi con Putin svanirà...

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog