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Smontato dalla Brexit

Cameron sconfitto, premier finito: "Mi dimetto, rispetto il popolo"

David Cameron

Chi esce demolito dalla vittoria del "sì" alla Brexit, oltre all'Unione europea, è il premier David Cameron, che ha immediatamente annunciato le sue dimissioni. Fu proprio Cameron ad indire il referendum con il quale il Regno Unito ha deciso di abbandonare la Ue, e fu proprio lui, soltanto una settimana fa, a spingere con toni drammatici per il "remain", per bocciare l'uscita insomma, sostenendo che in caso contrario, quello che poi è puntualmente accaduto, sarebbe stato "un disastro". Una sconfitta totale, per Cameron, il cui erede potrebbe essere (clamorosamente) quel Boris Johnson portabandiera del "leave" nonché ex sindaco di Londra sconfitto dal democratico Sadiq Khan, primo islamico alla guida della Capitale inglese.

Già prima dell'ufficialità della vittoria della Brexit, avevano iniziato a circolare le voci sulle possibili dimissioni di Cameron. Le voci, però, erano state improvvidamente smentite dal ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond, il quale aveva spiegato: "Il Paese ha bisogno di  un senso di continuità e di stabilità e Cameron ha chiarito che  resterà". Pochi minuti dopo, invece, in una improvvisata conferenza stampa, il premier ha annunciato il passo indietro: "Ci dovrà essere un nuovo primo ministro eletto a ottobre".

Chi da subito ha cantato vittoria, invece, è Nigel Farage, leader dell'Ukip e del fronte pro-Brexit. All'inizio della notte, quando sondaggi ed opinion poll davano in vantaggio il "sì", si diceva che Farage fosse pronto alla resa. Con il passare delle ore, il ribaltone, l'addio a Bruxelles che lo spinge ad usare toni trionfalistici: "Ora potremmo cantare il nostro inno senza che Bruxelles ci dica che è sbagliato". E ancora: "È una vittoria della gente ordinaria, una vittoria della gente per bene. Abbiamo lottato contro le multinazionali, le grandi banche, le bugie, i grandi partiti, la corruzione e l'inganno". Ovviamente, da parte di Farage è arrivata l'immediata richiesta di dimissioni di Cameron.

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Commenti all'articolo

  • gregio52

    24 Giugno 2016 - 21:09

    Ma perché non si prendono RENZI !!! E' il miglior coglione che si possa trovare sulla piazza dei politici Europei. E' il nuovo, è colui che in famiglia ha tutti onesti, che le amicizie hanno pure mandato in malora la povera gente, ma loro sono l'elite quindi tutto è permesso. Ma andateve a . . . .

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  • jackie

    jackie

    24 Giugno 2016 - 19:07

    Cameron...ben gli sta', finalmente anche lui dopo Sarkosi e Berlusconi istigato dal golpista Napolitano sono quelli dei bombardamenti in Libia per far cadere Gheddafi e assassinarlo. La conseguenza diretta delle loro azioni sono stati un afflusso massiccio e inarrestabile di migranti proprio dalla Libia e la pressione dei migranti verso il nord Europa, Inghilterra in primis, ha favorito la necessita' di referendum e Brexit...

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  • arwen

    24 Giugno 2016 - 19:07

    Forse Chry, ma sicuramente una persona coerente. Ha preso atto della realtà, della volontà della maggioranza della popolazione, e si è dimesso. Non come qualcun altro che, nonostante il tracollo, fa finta che non sia successo nulla. Che l'Inghilterra sia tornata indietro di 30 anni, poi, è tutto da dimostrare, la storia ce lo dirà.

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  • wilegio

    wilegio

    24 Giugno 2016 - 19:07

    E' la fine che meritano i voltagabbana. Era stato proprio Cameron a volere fortemente il referendum, quando gli faceva comodo. Poi, qualcuno o qualcosa deve averlo convinto che a lui personalmente conveniva restare nella ue. Neanche l'omicidio della parlamentare pro-euro (la cui tempistica rimane comunque molto sospetta) gli ha salvato il culo.

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