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Dopo la Brexit

La Spagna oggi vota: i populisti rossi di Podemos favoriti, altro calcio all'Ue

La Spagna oggi vota: i populisti rossi di Podemos favoriti, altro calcio all'Ue

È il primo voto nell’Unione Europea dopo il referendum che ha visto la maggioranza dei britannici decidere per l’uscita dalla stessa Ue, e tutti in Spagna si dicono convinti che le elezioni anticipate saranno influenzate dal Brexit. Ma non si sa in che modo. Il dato del Regno Unito annuncia forse una vittoria di Unidos Podemos?

Tutta l’Europa è toccata da un’ondata di rabbia popolare per una crisi rispetto alla quale élite locali e Ue sono state viste come inefficaci se non corresponsabili, ma in ogni Paese la protesta assume caratteristiche diverse, e quel che nel Regno Unito si è tradotto in un voto per il Leave, in Spagna porterebbe invece a un plebiscito in favore della lista unita tra il nuovo partito degli Indignados e lo storico partito comunista, che come minimo punta a sorpassare il Psoe come secondo partito. Per questo Pablo Iglesias, il leader di Podemos, ha iniziato da un po’ a definirsi socialdemocratico, ha lodato Zapatero, e ha detto di essere stato comunista per un «errore di gioventù».

Nel contempo continua però a corteggiare i separatismi, dicendo che sarebbe disponibile non solo a un referendum sull’indipendenza della Catalogna ma anche a una nazionale di calcio catalana autonoma. Né riesce a smarcarsi dalle accuse di aver finanziato la nascita di Podemos con denaro straniero. Proprio in dirittura d’arrivo per il voto, l’Assemblea Nazionale del Venezuela, controllata dall’opposizione, lo ha convocato nell’ambito di un’indagine su quei finanziamenti: Iglesias rifiuta di andare, reputando la convocazione «ridicola».

Oppure, sarà il Partito Popolare di Rajoy ad avvantaggiarsi? Anche il premier ha parlato del «ridicolo nazionale» del dover votare per una terza volta di fila nel caso che di nuovo le Cortes si rivelino ingovernabili. Proprio lo spettacolo dell’improvvisa instabilità che sembra aver preso il Regno Unito dopo Brexit potrebbe convincere più di un elettore a turarsi il naso.

Ovviamente, le due cose potrebbero anche funzionare assieme, spingendo verso una convergenza su Pp e Unidos Podemos che penalizzerebbe sia il Psoe che i Ciudadanos. Per questo sia il socialista Sánchez che il Ciudadano Rivera nelle ultime battute hanno insistito nel doppio attacco contro l’estremismo di Unidos Podemos e contro gli scandali del Pp: ultimo, a due giorni dal voto, l’intercettazione del ministro degli interni Jorge Fernández Díaz che nel 2014 al capo dell’antifrode della Catalogna Daniel de Alfonso chiedeva notizie di possibili casi di corruzione che potevano coinvolgere leader catalani favorevoli alla secessione.

di Maurizio Stefanini

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Commenti all'articolo

  • Chully

    26 Giugno 2016 - 12:12

    Chi non è servo, per voi è sempre un "rosso"...

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