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Uno scontro inedito

Iran-Israele, la guerra del caviale: l'invasione delle meduse assassine

Iran-Israele, la guerra del caviale: l'invasione delle meduse assassine

Sionisti, animali! Non è un insulto: è un curioso scenario paranoico che da qualche anno sembra accomunare tutto il mondo islamico. Sunniti o sciiti, moderati o integralisti, quelli che per lo meno in teoria avrebbero fatto la pace con Israele e quelli che si considerano ancora in guerra con lo Stato ebraico, musulmani che sono divisi tra di loro su tanti altri temi sembrano essere d’accordo nella convinzione che il Mossad sia capace di addestrare gli animali, per poi lanciarli in micidiali operazioni di spionaggio o sabotaggio.

L’ultimo allarme viene dall’Iran, secondo il quale Israele avrebbe infilato nel Mar Caspio una “specie invaditrice” del suo ecosistema, in modo da danneggiare quell’export di caviale che dopo la revoca delle sanzioni sta diventando una fonte di valuta seconda solo al petrolio. Cinquanta grammi di caviale possono costare 300 euro: una cifra riservata quasi tutta all’estero. Per effetto del boicottaggio internazionale, tra 2000 e 2014 l’esportazione era discesa da 40 tonnellate all’anno a una sola, ma adesso il governo di Teheran sta approntando un ambizioso piano per riattivare entro il 2017 le vendite in Stati Uniti e Canada: non solo di caviale con cui si punta a un export da 100 tonnellate l’anno, ma anche di gamberi e frutti di mare, che la religione islamica vieta di mangiare.

Non a caso, la sparata viene a ridosso della “giornata di al Quds”: una data che la Repubblica Islamica dedica a rivendicare Gerusalemme e ad attaccare Israele. In un’intervista all’agenzia di notizie Mehr, Seyed Jafar Mousavi - responsabile dell’Organizzazione per la Difesa Dissuasoria e le Operazioni Biologiche e di Informazione del governo iraniano - ha appunto spiegato che non solo Israele avrebbe giurato «varie volte» di voler distruggere il business dello storione nel Mar Caspio, ma che si deve imputare proprio a Israele l’effettiva introduzione in quelle acque di varie tonnellate di ctenofori, una specie di meduse che avrebbe ridotto del 75% la quantità di plancton. «Siamo sicuri che è stato il regime sionista a lanciare da una barca questa specie nelle nostre acque», accusa. Gli ctenofori sono gli ultimi tra gli insospettabili “agenti sionisti” che, secondo i musulmani, verrebbero arruolati nel regno animale.

Nel dicembre del 2010 fu il governatore del Sinai del Sud Mohamed Abdel Fadil Shousha a suggerire che gli squali che spaventavano i turisti di Sharm el Sheik potessero essere stati addestrati dal Mossad, per danneggiare il turismo egiziano. Un grande avvoltoio grifone nel gennaio del 2011 fu catturato come spia nella città saudita di Hyaal, denunciato da alcuni abitanti per via di un trasmettitore Gps targato Università di Tel Aviv. «Il Gps non fa altro che incamerare e conservare dati sugli spostamenti dell’uccello e sull’altitudine e la velocità del suo volo», fecero presente in Israele.

Ma l’allarme sulle spie sioniste pennute si diffuse, e nel maggio del 2012 esplose in Turchia, dopo la scoperta di un uccello gruccione morto che attorno a una zampa aveva un anellino con la scritta “Israele”. Gli stessi ornitologi turchi spiegarono che è il sistema più diffuso per studiare le migrazioni, ma il gruccione aveva anche il becco con narici più grandi del solito, e allora la bestiola finì sotto l’indagine dei servizi di Ankara, per vedere se non ci avessero fatto passare qualche antenna. Nel dicembre del 2012 un altro avvoltoio con gps e strumentazione alimentata a energia solare fu arrestato in Sudan. Nel settembre 2013 furono gli egiziani a arrestare una cicogna, e nell’ottobre successivo Hezbollah a fermare un’aquila. In compenso, il falco fermato in Turchia nel luglio di quel 2013 con alla zampa la fascetta metallica “24311 Tel Avivunia Israel” fu poi rilasciato.

E non solo pennuti. Nel novembre del 2014 fu il presidente dell’Anp Abu Mazen a dire che Israele stava usando «cinghiali come armi segrete». E il 19 agosto del 2015 fu Hamas a dire di aver catturato nel mare di fronte alla Striscia di Gaza un delfino attrezzato con telecamere e altri dispositivi per spiare a favore di Israele le attività dell’organizzazione e per sparare «dardi capaci di ferire o anche uccidere essere umani». Per finire: lo scorso gennaio in Libano è stato arrestato un avvoltoio grifone.

di Maurizio Stefanini

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