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Jihadista all'improvviso

I misteri del killer di Nizza: il telefonino, l'ultima telefonata e quei soldi

I misteri del killer di Nizza: il telefonino, l'ultima telefonata e quei soldi

L'Isis come prevedibile l'ha riconosciuto, con un certo ritardo, "suo soldato". Descritto inizialmente come persona lontana dall'Islam e dai suoi precetti religiosi, quasi un mezzo alcolizzato e con gravi problemi familiari e di stabilità mentale, Mohamed Lahouaiej Bouhlel forse era un "pazzo", ma sicuramente in contatto con gli ambienti dell'islamismo radicale francese. 

L'ultima telefonata - Un cane sciolto, o qualcosa in più. La sua "conversione" al jihadismo sarebbe stata repentina, improvvisa ma concreta e determinata. È arrivato al momento della strage di Nizza, spiegano gli inquirenti, "eccitato e istigato" dai sostenitori del martirio contro gli occidentali, ma non senza un percorso ragionato. La decisione di noleggiare il camion, il sopralluogo sul lungomare per capire come riuscire a fare più vittime possibili, l'arsenale che ha portato con sé la sera della mattanza (pistola calibro 7.65, repliche di un'automatica, un fucile, un kalashnikov, una granata disinnescata) e anche un sms partito in cui chiedeva "più armi" sono segnali chiari. E poi c'è il telefonino: nella sua rubrica sono presenti esponenti radicali. L'ultima telefonata di Bouhlel prima di morire è stata poi a un uomo legato a Omar Diaby, jihadista di spicco di Nizza vicino ai qaedisti di Al Nusra.

I soldi ai parenti - D'altronde, proprio nei quartieri-fortino dei fondamentalisti a Nizza gli inquirenti francesi stanno cercando i fiancheggiatori del terrorista: 5 arresti ieri, 2 domenica mattina, donne e uomini legati alla rete di chi la Jihad perlomeno la sponsorizza. C'è poi un ultimo elemento, che fa capire come il tunisino sia arrivato lucido all'eccidio: qualche giorno prima aveva spedito ai famigliari rimasti a Tunisi 84mila euro, i suoi risparmi. 

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