Cerca

Il racconto

Strage di Nizza, parla l'eroe in scooter: gli spari, i pugni in faccia, il terrore sul Tir

Strage di Nizza, parla l'eroe in scooter: gli spari, i pugni in faccia, il terrore sul Tir

Parla per la prima volta l'uomo che tutto il mondo ha visto tentare di aggredire Mohamed Lahouaiej Bouhlel, lo stragista islamico che a bordo di un camion ha sterminato 83 persone sulla promenade di Nizza lo scorso 14 luglio. L'uomo si chiama Frank, ha cinquanta anni e fa l'impiegato all'aeroporto della città. Al quotidiano Nice Matin, riportato dal Corriere della sera, ha ricostruito quei momenti drammatici in cui a bordo del suo scooter ha provato a fermare il terrorista.

Si trovava vicino alla Promenade des Anglais con sua moglie, quando si è visto sorpassare dal camion che correva sul marciapiede: "Ho ancora davanti agli occhi l'immagine dei corpi che volavano ovunque. Ho subito capito - ha detto - Mia moglie, seduta dietro di me, mi tirava il braccio. Mi sono fermato. Le ho detto: scappa via! E ho accelerato". Frank ha mantenuto la lucidità per tutto il tempo: "Ero determinato a raggiungerlo", finché è riuscito ad affiancare il camion sulla sinistra: "Mi sono posto la domanda: cosa puoi fare con il tuo piccolo scooter? È allora che l'ho scagliato contro il camion. Ho continuato a corrergli dietro. Alla fine sono riuscito ad attaccarmi alla cabina. Ero sul predellino a livello del finestrino aperto. L'ho colpito e colpito ancora, sul volto. Con tutte le mie forze con la mano sinistra, anche se non sono mancino. Lo colpivo sul viso. Lui non diceva nulla".

Frank sapeva di rischiare la vita, anzi ha rischiato seriamente di morire in quello scontro anche perché Bouhlel ha tentato di sparargli: "Ma la pistola non funzionava. Mirava, premeva il grilletto, ma non funzionava. Ho cercato di tirarlo fuori dalla cabina attraverso il finestrino. Perché non riuscivo ad aprire quella maledetta porta. E colpivo ancora. Allora, mi ha dato un colpo in testa. Sono caduto dal marciapiedi e sono risalito subito. Finché la pistola si è messa a funzionare. Ha sparato un primo colpo in aria. Poi, contro di me".

Quando poi è caduto tra le ruote del camion, Frank si è messo "a pancia in giù, la testa girata su un lato. Sparavano in tutte le direzioni... Sono venuto fuori e mi sono fatto fermare dalla polizia che ha dovuto logicamente pensare che fossi un terrorista. Poi ho vomitato. Ma appena prima ho avuto il tempo di sapere che mio figlio di trovava in place Massena e che un altro era a Cannes. E che anche mia moglie stava bene".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • buonavolonta

    23 Luglio 2016 - 11:11

    ...non una parola ...quando un uomo mette a repentaglio la vita senza pensarci su due volte per salvare altri uomini questo è un EROE messo vicino a quei politici che dettano leggi fasulle e deleterie e che si proclamano difensori del popolo egli assume un'altezza da gigante e gli sbugiarda tutti

    Report

    Rispondi

blog