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I segreti di Ali

Il killer di Monaco e l'ammirazione insana per il 17enne stragista di Winnenden

Il killer di Monaco e l'ammirazione insana per il 17enne stragista di Winnenden

Una passione per i videogiochi sparatutto e una molto più inquietante e insana ammirazione per un ragazzino stragista. Iniziano a emergere i primi dettagli intimi dalla vita di Ali Sonboly, il 18enne tedesco-iraniano che ha ucciso 9 persone al centro commerciale di Monaco di Baviera prima di togliersi la vita a sua volta. Figlio di un tassista e di una dipendente di un negozio della zona, secondo i vicini era un "ragazzo tranquillo" che però nascondeva dei gravi problemi di salute. "Crisi depressive acute", hanno spiegato gli inquirenti, rivelando che propri per questo dal 2012 è stato più volte "in cura". Viveva con i genitori nel quartiere di Maxvorstadt, a nord-ovest del centro e a sud-est del luogo della mattanza, amava i videogiochi sparatutto ma soprattutto venerava Tim Kretschmer, il 17enne tedesco che nel 2009 aveva fatto strage nella sua scuola a Winnenden, a 20 km da Stoccarda. Era entrato in mimetica e con un fucile automatico, aveva ammazzato 16 persone tra alunni e insegnanti prima di togliersi la vita. Una versione germanica della più famosa strage di studenti, quella di Columbine in Colorado. C'è anche un'altra macabra coincidenza, forse non casuale: il 22 luglio 2011 77 persone furono uccise a colpi di mitra tra Oslo e Utoya, in un delirio politico-xenofobo. Nel Pantheon sanguinario della mente instabile di Sonboly avrebbe trovato un posto anche l'autore di quel massacro, il norvegese Anders Breivik

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