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Dietro al golpe

L'accusa del quotidiano pro-Erdogan: Turchia-Usa, la tensione alle stelle

Secondo voi l'Europa dovrebbe reagire contro Erdogan?

Mentre in tutto il Paese continuano le epurazioni e le repressioni violente dell'opposizione, i conservatori islamisti a sostegno del presidente turco Recep Tayyip Erdogan puntano il dito contro gli Stati Uniti.

La teoria che sta serpeggiando sin dal primo giorno vedrebbe la CIA dietro il fallito golpe del 16 luglio. Un'accusa ora lanciata anche dal giornale filogovernativo Yeni Safak. Il responsabile della macchinazione che avrebbe dovuto far cadere Erdogan sarebbe, secondo il quotidiano, l’ex comandante della missione Isaf della Nato in Afghanistan, John Campbell, con ai suoi ordini almeno 80 uomini operativi da più di un anno. Immediata la dichiarazione di Barack Obama, che ha definito "inequivocabilmente falsa" la voce di un coinvolgimento statunitense nel colpo di stato.

E se complotti e teorie escono sui giornali allineati al governo, la vita delle pubblicazioni di opposizioni è diventata durissima. Quarantadue fra direttori, commentatori, corrispondenti, reporter, sono stati epurati dal servizio pubblico. I nomi più noti sono quelli di Nazli Ilicak, editorialista simpatizzante per il mondo laicista, e il responsabile della pagina web di Hurriyet, primo quotidiano del Paese, Bulent Mumay, filoliberale.

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