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Operazione America: servizi segreti

Attacco agli Usa nella notte del voto. Sarà guerra: l'arma totale di Putin

Vladimir Putin

Operazione America. L'operazione di Vladimir Putin. Uno scenario inquietante a pochi mesi dal voto di novembre negli Stati Uniti in cui si sfideranno Hillary Clinton e Donald Trump per la presidenza a stelle e strisce. Uno scenario parzialmente confermato dalle recenti scoperte relative a incursioni di hacker russi con lo scopo di trovare le e-mail della candidata e diffonderle, quel "mail-gate" che rischia di minare la sua corsa alla presidenza. Per l'intelligence Usa si tratta di più di una preoccupazione: le interferenze straniere nel processo elettorale sono già clamorosamente iniziate.

Come detto, le tracce riconducono a Putin, il quale avrebbe l'obiettivo di favorire Trump (che, per certo, è il suo candidato "preferito"). Ad amplificare i sospetti, anche il comportamento di The Donald, che pochi giorni fa ha esplicitamente invocato un intervento russo per "smascherare" la Clinton, per incastrarla con le e-mail con le quali avrebbe violato le norme di sicurezza nazionale. Inoltre, Trump e Putin hanno un secondo nemico comune oltre all'ex First Lady, ovvero la Nato: temutissima dallo "zar", da ridimensionare per il tycoon. C'è poi un nome che turba la Cia, quello di Paul Manafort, che come spiega il Corriere della Sera per anni ha lavorato per il presidente filorusso dell'Ucraina, Viktor Yanukovich, e che ora è a capo della campagna elettorale di Trump.

Gli indizi di un appoggio russo a Trump che vada molto oltre alle parole, insomma, sono parecchi. Ed ora, alla Cia, sarebbe scattato il più grave degli allarmi, relativo alla vulnerabilità dei sistemi informatici essenziali per la vita del Paese, compresi quelli che regolano il voto elettronico della sfida novembrina. In molti stati, infatti, è stato introdotto un sistema di voto elettronico ritenuto vulnerabile dagli esperti. E se i misteriosi hacker russi sono stati in grado di violare la corrispondenza del Dipartimento di Stato, non si capisce come possano non essere in grado di fare altrettanto con questi sistemi, magari aggiustando le cifre nel corso della notte elettorale, "spingendo" Trump verso la Casa Bianca, la Clinton verso la sconfitta e il mondo verso il caos: come reagirebbero gli Stati Uniti di fronte a tale interferenza?

Per inciso, il fatto che i pirati informatici al soldo di Mosca siano avversari molto più che temibili lo conferma il GAO, il ramo investigativo del Congresso Usa, il quale nel 2014 ha censito 67mila attacchi informatici ai danni di 24 agenzie federali, del Pentagono, del Dipartimento di Stato, del Tesoro, degli Interni e della Nasa. Di questi attacchi, hanno fatto sapere, i più efficaci e insidiosi erano quelli dietro al quale è stato individuato il Gru, il servizio segreto militare russo. Gli hacker di Putin, dunque, potrebbero cambiare la storia di una nazione. E, forse, di un pianeta.

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Commenti all'articolo

  • veneziano49

    01 Agosto 2016 - 23:11

    si Putin è quello che nei film , vecchi , di 007 , tiene il gatto in braccio...si PUTIN E' IL CAPO DELLA SPECTRE...ma chi l'è cul pirla che la scric stu articul..?

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  • patriziabellini

    01 Agosto 2016 - 17:05

    Che bello essere ignorante e pressapochista: parole che ripetono ossessivamente i sedicenti intellettuali di sinistra.

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  • patriziabellini

    01 Agosto 2016 - 17:05

    E meno male! Visto che peggio di così non si può!

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  • garlev

    01 Agosto 2016 - 08:08

    credo che il predominio statunitense sia piuttosto labile perchè basta un'hacker per mettere in crisi il sistema, l'America è abituata a comandare e gestire politicamente corretto e scorretto l'importante che nessuno gli rompa le uova nel paniere, quello che ad oggi sta facendo pesantemente, se dovesse vincere trump si sconvolgerebbe tutto, in bene ed in male.. credo che il gioco valga la candela

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