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Il retroscena

Da Putin i miliardi di dollari alla Clinton. Poi la rottura: il segreto di quei soldi

Da Putin i miliardi di dollari alla Clinton. Poi la rottura: il segreto di quei soldi

Quando i coniugi Clinton hanno lasciato con la coda tra le gambe la Casa Bianca, era stata la stessa Hillary a dichiare quanto fossero in bolletta. I guai del marito Bill erano costati milioni di dollari in spese legali per evitare che, oltre alla Presidenza degli Stati Uniti dopo l'impeachment della Camera, potesse perdere anche la libertà. Come hanno fatto poi i due a risalire la china e mettere da parte in sedici anni ben tre miliardi di dollari, lo spiega il giornalista Peter Scheweizer, già autore del bestseller Clinton Cash, e nei giorni scorsi di un articolo al vetriolo sul Wall street journal. Dalle pagine del quotidiano economico per eccellenza, Scheweizer ricorda come nei quattro anni da segretario di Stato, Hillary avesse instaurato rapporti strettissimi con Mosca, lanciando diverse imprese a Skolkovo, la Silicon Valley alle porte di Mosca, grazie anche al sostegno di colossi dell'informatica come Google, Intel e Cisco. Come riporta il Giorno, ben 17 delle startup nate da quel connubio hanno elargito donazioni alla Fondazione Clinton, che già poteva vantare di finanziamenti da governi del Terzo mondo, stati arabi e oligarchi russi. Un bel gruzzolo sempre arrotondato dalle preziose conferenze tenute dall'ex presidente Bill, pagato a un milioni di dollari per ogni apparizione.

Tra la Fondazione Clinton e Mosca fino a poco tempo fa c'era un vero e proprio flusso continuo di denaro, foraggiato da strettissimi collaboratori di Vladimir Putin come Victor Vekselberg, capo del progetto Skolkovo, e Andrey Vavilov, presidente di SuperOx, attiva nella ricerca nucleare. L'ultima tegola sulla testa di Hillary è arrivata dalla commissione del Pentagono che ha concluso le sue indagini sugli affari sviluppati tra il 2009 e il 2013. Secondo il rapporto: "C'è stato un transfer di tecnologia satellitare, spaziale, nucleare". Tra i casi più eclatanti quello di Uranium One, azienda canadese con miniere negli Usa, venduta alla Russia tramite un passaggio in Kazachistan. Per la vendita era necessaria l'approvazione del segretario di Stato. Una volta incassata, per puro caso Bill era sul jet privato del miliardario canadese Frank Giustra, che sarebbe stato molto generoso con la fondazione della coppia presidenziale. Ma il connubio Clinton-Cremlino

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