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Tattiche mortali

Isis, il kamikaze confessa. Attentati, ciò che non sapevi : "Come scegliamo le vittime"

Isis, il kamikaze confessa. Attentati, ciò che non sapevi : "Come scegliamo le vittime"

Un racconto angosciante. Si parla del metodo letale e sistematico dello Stato Islamico per la precettazione, l'addestramento e l'invio in Europa dei suoi soldati neri. Si parla delle confessioni scioccanti di Harry Sarfo, cittadino tedesco ora in carcere per affiliazione al terrorismo e intervistato dal New York Times.

Sarfo era fuggito in Siria per unirsi alle fila dell'Isis. Lì è stato testimone del percorso d'addestramento che aspetta le reclute del Califfato: un'articolazione in dieci livelli, dalle arti marziali all'innesco di ordigni, fino alla selezione finale operata da medici, con tanto di test psicoattitudinali. Il kalashnikov doveva essere il suo terzo braccio. Alla fine dell'addestramento, i leader islamisti gli chiesero se fosse pronto a tornare a casa: "Abbiamo bisogno di combattenti in Germania e Inghilterra per fare attacchi simultanei in tutta Europa". Questo succedeva prima dei fatti di sangue parigini: alla domanda di Sarfo su "opportunità" di colpire in Francia, i militari rispondevano "mafi mushkilah", lì siamo a posto.

Basta con l'arruolamento di combattenti stranieri in Siria e Iraq, dunque: meglio inviare soldati addestrati direttamente in Europa, Asia, Africa, America, spostando jihadisti di Raqqa all'estero. E, contemporaneamente, sfruttare estremisti fanatici votati al martirio, incensurati, sconosciuti alle forze dell'ordine, coordinati dai quadri del Califfo (le cosiddette "cerniere"), persone inviate proprio per attivare queste "bombe" su due gambe. La tattica funziona: i lupi solitari reclutati sul posto vengono usati come staffette e i dirigenti della morte, le cerniere, procedono con l'acquisto di armi, mettendo a punto la logistica e innescando le cellule. Un sottobosco spaventoso di pedine e alfieri che svela un'organizzazione precisa e mortale. 

Il Califfato adotta poi una tattica differente per il Nord America, altro obiettivo dell'Isis: "Si opera attraverso internet, è più semplice" dice ancora Sarfo. "Gli americani sono scemi, possono comprare armi ovunque. Noi li radicalizziamo e loro, se non hanno precedenti, si procurano i fucili facilmente e senza il nostro aiuto".

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Commenti all'articolo

  • Renee59

    04 Agosto 2016 - 12:12

    Ha ragione Trump: no musulmani, no attentati.

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