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Altro che pace

Gino Strada, la scelta drastica: "Minacciati, Emergency lascia la Libia"

Gino Strada, la scelta drastica: "Minacciati, Emergency lascia la Libia"

Minacciati, cacciati dalla Libia, costretti a fuggire. Gino Strada e gli uomini di Emergency hanno resistito in ogni scenario di guerra del mondo, a cominciare dall'Afghanistan dei Talebani, ma non nel Paese nordafricano a due passi dall'Italia, travolto dalla guerra civile del post-Gheddafi e dalle spinte espansionistiche dello Stato islamico. "Minacciati? Eh, altroché - ammette Strada al Corriere della Sera, preoccupato -. Abbiamo deciso di chiudere il nostro ospedale in Libia. Non ci sono più le condizioni di sicurezza necessarie". L'organizzazione umanitaria da un anno era a Gernada, nella parte di Libia orientale governata dal generale Khalifa Haftar, vicino a Bengasi e alla Derna in mano all'Isis.  dove sventolavano i drappi neri dell'

La scelta ricorda quanto accaduto in Afghanistan, dopo il sequestro Mastrogiacomo. "La situazione è diversa - dice Strada -. Non abbiamo mai abbandonato l'Afghanistan e non lo faremo con la Libia. Ma qui la scelta s'è rivelata infelice. E in un momento in cui gli ospedali vengono perfino bombardati, era inutile stare a prendere altri rischi". La presenza a Gernada (60 libici e 8 italiani nel personale) si chiude così dopo 1.500 ricoveri e 500 interventi di chirurgia di guerra, "poi si vedrà se si può riaprire in qualche angolo di Libia più sicuro. S'è creata una situazione di pericolo con le autorità locali. Bulli di paese che credono di fare quel che vogliono, solo perché portano una divisa…". La bandiera bianca di Strada certifica una realtà che molti, in Europa e Oltreoceano. si ostinano a non considerare: il nemico del governo di unità nazionale di Serraj, sostenuto dalle autorità internazionali, non è tanto l'Isis quanto tutti quei "bulli" che si riconoscono nel governo di Tobruk del generale Haftar, misto di clan, organizzazioni criminali e jihadismo islamico.  Qualche giorno fa una nave di Medici senza Frontiere per il soccorso dei migranti è stata arrembata da un barchino-pirata. Pessimi segnali.

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Commenti all'articolo

  • brontolo1

    28 Agosto 2016 - 17:05

    ha sempre criticato le "guerre occidentali" ma dove non c'è un contingente armato che garantisca la sicurezza non riesce ad "operare"!

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  • mab

    28 Agosto 2016 - 16:04

    Ecco,bravo,vattene, magari qualcuno se la sentirà di vederti assieme a Fazio........

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  • Anna 17

    Anna 17

    28 Agosto 2016 - 16:04

    Sono sempre stati i migliori fiancheggiatori dell'Isis, ora che li scacciano vanno via anche loro. Buffone.

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